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The Man With No Idea

6 Marzo 2023

Ultimo aggiornamento: 16:12 del 9 Marzo 2023

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra i Dott. Blondel e chi, per un metaverso o per un altro, sfugge alla distopia del non avere idee

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metaverso

In un tempo che apre i confini della realtà, L’Uomo Che Non Ha Idea, fra gli ulivi francesi e il metaverso, incontra i Dott. Blondel e tutti coloro che fanno di virtuale virtù, trascendendo limiti, circostanze e dimensioni per non perdere entusiasmo né fiducia nella ricerca di una nuova universale idea

Leggi articolo
25 Set 2026

Simone Annichiarico bestemmia al Grande Fratello, eliminato. Selvaggia Lucarelli: “Non posso accettare che esca per una recensione negativa al Creatore”

Copertina di Simone Annichiarico bestemmia al Grande Fratello, eliminato. Selvaggia Lucarelli: “Non posso accettare che esca per una recensione negativa al Creatore”
di Redazione FqMagazine
Redazione FqMagazine
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20 Apr 2022

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee

Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee
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24 Dic 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra l’Identità, Pietrangelo Buttafuoco e chi dibatte con le proprie idee

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dibattere con le proprie idee
12 Ott 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jeff Bezos, Lidia Undiemi e chi sta lavorando al futuro delle idee

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diritti del lavoro
04 Ago 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Roselina Salemi e chi fra click e like, sfugge alla rete dei numeri e arriva alla fonte delle idee

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facebook
16 Mar 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee
12 Feb 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Marilyn Monroe, Januaria Piromallo e tutte le donne che non hanno idea di dove vada a finire l’amore

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Marilyn Monroe, Januaria Piromallo e tutte le donne che non hanno idea di dove vada a finire l’amore
29 Gen 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jacopo Fo, Federico Barbarossa e tutti gli appassionati di storie censurate e folli idee

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea  incontra Jacopo Fo, Federico  Barbarossa e tutti gli  appassionati di storie censurate  e folli idee

VIDEO DI The Man With No Idea

11 Dic 2020

Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità

Copertina di Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità
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14 Dic 2020

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra John Lennon, Lucio Corsi e tutti coloro che non hanno mai smesso di immaginare

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra John Lennon, Lucio Corsi e tutti coloro che non hanno mai smesso di immaginare
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Adn Kronos
  • 14:09 - Prix Galien Italia a Italfarmaco per terapia in malattia rara

    Roma, 4 nov. (Adnkronos Salute) - Givinostat, molecola che "ha dimostrato negli studi clinici di rallentare la progressione della distrofia muscolare di Duchenne" grazie a un nuovo meccanismo di azione, vince il Prix Galien Italia nella categoria 'Malattie Rare'. Il farmaco - informa una nota - rappresenta una storia di eccellenza scientifica italiana ed è il risultato della ricerca e sviluppo di Italfarmaco. L’assegnazione del Premio è avvenuta ieri a Torino.

    "La vittoria del Prix Galien premia non solo una molecola innovativa come givinostat, ma anche una storia imprenditoriale e scientifica costruita nel tempo attraverso investimenti costanti nella ricerca e nello sviluppo – spiega Francesco Di Marco, Group Ceo -. Il riconoscimento assume un significato ancora più importante, perché arriva in un’area caratterizzata da bisogni medici rilevanti e da una forte necessità di innovazione, dove per lungo tempo le opzioni terapeutiche disponibili sono state limitate. Questo risultato valorizza il percorso di innovazione intrapreso da Italfarmaco e la capacità della ricerca italiana di generare progresso scientifico e tradurlo in soluzioni terapeutiche concrete per i pazienti".

    "Questo prestigioso riconoscimento ci riempie di orgoglio – afferma Julie De Santis, membro del Consiglio di amministrazione di Italfarmaco Holding -. Italfarmaco fu fondata nel 1938 a Milano. Forti della nostra tradizione familiare, siamo guidati da una visione a lungo termine, profondamente radicata nella nostra eredità e sostenuta da un team internazionale. In questi 88 anni l’azienda ha costantemente investito in ricerca e sviluppo e givinostat è il risultato di questo impegno. Vogliamo condividere il Prix Galien con i clinici e le associazioni pazienti che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo della molecola. Il nostro obiettivo è fornire risposte ai bisogni clinici ancora insoddisfatti, in particolare nelle malattie rare, e grazie a givinostat è stato compiuto un importante passo avanti".

    "Frutto della ricerca italiana, givinostat – si legge nella motivazione del riconoscimento - rappresenta un’innovazione terapeutica nella distrofia muscolare di Duchenne perché introduce un meccanismo d’azione diverso e indipendente dalla specifica mutazione genetica, con potenziale applicabilità ad un’ampia popolazione di pazienti eleggibili secondo le indicazioni autorizzate. In associazione ai corticosteroidi, ha dimostrato di rallentare la progressione della malattia e di contribuire al mantenimento più prolungato della funzionalità motoria e dell’autonomia, rispondendo a un bisogno terapeutico rilevante nel campo delle malattie rare, con un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie".

    La distrofia muscolare di Duchenne è una rara malattia genetica neuromuscolare che colpisce quasi esclusivamente i bambini di sesso maschile ed è causata dall’assenza o da grave carenza della distrofina. Quando questa proteina è assente o non funziona correttamente, le fibre muscolari diventano più fragili e, nel tempo, si attiva un processo infiammatorio con sostituzione del tessuto muscolare con tessuto fibroso.

    "La progressione della malattia determina nel tempo una perdita significativa della forza muscolare, della capacità di movimento e dell’autonomia – sottolinea Eugenio Maria Mercuri, ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore -. I pazienti affrontano anche gravi complicanze come cardiomiopatie, problemi respiratori e neurologici, con un significativo impatto sulla funzione cognitiva. Givinostat, che agisce sui meccanismi cellulari che contribuiscono al danno muscolare, è un importante passo avanti nel trattamento, perché rallenta in modo significativo la progressione della malattia. Il farmaco appartiene alla classe degli inibitori dell’istone deacetilasi, proteine che regolano l’attività di numerosi geni. Uno degli aspetti che caratterizzano la molecola è la possibilità di offrire un’opportunità terapeutica indipendentemente dalla specifica mutazione genetica, ampliando così il numero di pazienti che possono beneficiare del trattamento e contribuendo a preservare la funzionalità motoria e l’autonomia dei pazienti nel tempo".

    "I risultati dei primi studi preclinici, su modelli di topo con distrofia muscolare di Duchenne, sono stati significativi – spiega Paolo Bettica, Chief Medical Officer, Drug Development Italfarmaco -. Da qui è partito lo sviluppo clinico della molecola. In collaborazione con le associazioni dei pazienti e con i clinici italiani, abbiamo disegnato uno studio di fase 2 che ha permesso di valutare l’effetto di givinostat direttamente nel muscolo, grazie a biopsie muscolari eseguite dopo un anno di trattamento. Questo studio di fase 2 è stato condotto interamente in Italia. I risultati osservati sono stati molto positivi, perché hanno replicato quanto osservato nel modello murino. Abbiamo quindi promosso uno studio registrativo internazionale di fase 3, Epidys, che ha dimostrato il beneficio di givinostat sia in termini funzionali sia nel muscolo, utilizzando la risonanza magnetica nucleare. L’esperienza dei pazienti con distrofia muscolare di Duchenne e dei clinici è stata determinante per individuare gli endpoint rilevanti delle sperimentazioni. L’inibizione dell’istone deacetilasi è stata studiata in diverse malattie, ma givinostat è il primo farmaco della sua classe sviluppato per la distrofia muscolare di Duchenne".

    "Il riconoscimento ricevuto – conclude Francesco Di Marco - premia il valore scientifico della molecola e il suo contributo alla comunità Duchenne, che ha offerto un supporto fondamentale nella realizzazione degli studi clinici. Il Prix Galien rappresenta un momento di particolare rilevanza nel percorso di Italfarmaco, che ha saputo coniugare solide radici scientifiche e imprenditoriali con una costante vocazione all’innovazione. Il riconoscimento non costituisce un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un percorso che continua. Rafforza infatti la missione di Italfarmaco di trasformare la ricerca scientifica in valore concreto per i pazienti e conferma il nostro impegno che va oltre lo sviluppo di una terapia, abbracciando l'obiettivo più ampio di offrire nuove prospettive ai pazienti che convivono con la malattia e alle loro famiglie".

  • 13:53 - Il presidente del Senato La Russa domani all'Adnkronos per AdnTalks, diretta dalle 15.20

    Roma, 4 nov. (Adnkronos) - Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sarà domani, 5 novembre, al Palazzo dell'Informazione di piazza Mastai a Roma, per una visita alla redazione dell'Adnkronos. Alle 15.20 sarà ospite in diretta di 'AdnTalks', il format sul sito internet e sul canale YouTube dell'agenzia. A intervistarlo sarà il direttore Davide Desario.

  • 13:49 - Gilead premia 62 progetti con oltre 1,2 milioni di euro

    Roma, 4 nov. (Adnkronos Salute) - Sono 62 i progetti premiati alla 15esima edizione dei Bandi Gilead che nei prossimi dodici mesi – grazie a un sostegno di oltre 1,2 milioni di euro – contribuiranno a migliorare conoscenze scientifiche, prevenzione, diagnosi e assistenza nelle aree delle malattie infettive, epatiche, oncologiche e oncoematologiche. I progetti vincitori, annunciati oggi a Roma durante l’incontro 'Generare Innovazione. Creare Salute' - informa una nota - comprendono 29 iniziative in ambito medico-scientifico sostenute dal Fellowship Program e 33 promosse da Associazioni di pazienti ed Enti del Terzo settore attraverso il Community Award Program. Con questa edizione salgono a quasi 800 i progetti sostenuti dalle due iniziative dal 2011, per un investimento complessivo di oltre 19 milioni di euro.

    "Il Fellowship Program rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra pubblico e privato possa sostenere la ricerca indipendente e valorizzare le idee e le competenze delle nuove generazioni di ricercatori. L’Italia può contare su un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello internazionale, ma è fondamentale continuare a investire per preservare il valore della ricerca nel nostro Paese. Coltivare le competenze, offrire opportunità ai giovani, semplificare i processi e mantenere attrattivi i nostri centri di ricerca sono condizioni essenziali per continuare a crescere in uno scenario altamente competitivo", afferma Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma, membro del Consiglio superiore di sanità, presidente della Commissione giudicatrice del Fellowship Program e commissario per l’area Hiv 2026.

    Dai progetti focalizzati sull'Intelligenza artificiale applicata alla ricerca clinica e sulle tecnologie digitali - si legge - fino ai percorsi dedicati alla medicina di genere e all'integrazione ospedale-territorio, i Bandi Gilead hanno permesso di generare innovazione non solo sul piano scientifico, ma anche nell’organizzazione dei servizi, nell’assistenza e nei percorsi di presa in carico e cura con ricadute concrete per pazienti, caregiver e collettività. "L'innovazione assistenziale e organizzativa nasce dall'ascolto profondo dei bisogni reali delle persone. Attraverso il Community Award Program, le associazioni di pazienti e il Terzo settore portano nei progetti la loro conoscenza diretta di pazienti e caregiver, traducendola in interventi di prevenzione, informazione, orientamento e supporto personalizzato. È la dimostrazione di come innovazione collaborativa e patient engagement possano rendere i percorsi di cura più vicini ed efficaci per l'intera collettività", spiega Guendalina Graffigna, PhD, ordinario e direttore dell’EngageMinds Hub presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, commissario del Community Award Program 2026.

    I Bandi Gilead - dettaglia la nota - si sono affermati in questi quindici anni "come esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato in grado di generare valore e innovazione a livello scientifico, organizzativo e assistenziale". Il traguardo della 15esima edizione ha rappresentato l’occasione, a partire dall'esperienza dei Bandi, "per promuovere una riflessione più ampia sull’innovazione in sanità e sulle condizioni necessarie per trasformarla in benefici concreti, diffusi e sostenibili per il Paese". Il tema è stato al centro di una tavola rotonda che ha messo a confronto diverse prospettive: l'infettivologo Massimo Andreoni, Davide Petruzzelli, presidente di La Lampada di Aladino Ets e vicepresidente di Favo; Massimo Farinella, responsabile Area Salute Anlaids; il senatore Guido Quintino Liris (V Commissione permanente Bilancio); i deputati Gian Antonio Girelli (XII Commissione Affari sociali della Camera), Simona Loizzo (XII Commissione Affari sociali della Camera) e Frederico da Silva, Vice President & General Manager di Gilead Sciences Italia.

    "In un contesto macroeconomico complesso come quello attuale, investire in innovazione significa investire nella capacità del Paese di crescere e rimanere competitivo. Servono una visione e una programmazione capaci di guardare all’innovazione come a un investimento per il futuro. La sfida è creare le condizioni perché le risorse destinate all’innovazione possano generare valore nel tempo, attraverso una collaborazione efficace tra istituzioni e tutti gli attori del sistema salute" afferma Antonio Girelli. "Oggi l’innovazione in ambito sanitario si misura anche nella capacità di anticipare i bisogni delle persone, garantire un accesso equo alle cure e valorizzare le opportunità offerte dalla prevenzione, dagli screening e dal digitale. È necessario continuare a investire in questi strumenti e tradurli in percorsi concreti di presa in carico, superando le disuguaglianze territoriali e assicurando a tutti i cittadini gli stessi diritti di salute", sottolinea Simona Loizzo.

    "Da quindici anni i Bandi Gilead rappresentano un esempio concreto di come il nostro impegno vada oltre lo sviluppo di terapie innovative e contribuisca a sostenere la ricerca indipendente e le attività assistenziali promosse dal Terzo settore - conclude Frederico da Silva -. La partnership tra pubblico e privato è una delle leve che abbiamo a disposizione per continuare a generare innovazione capace di tradursi in valore per le persone e per il sistema salute. Allo stesso tempo, in uno scenario internazionale sempre più sfidante, è importante poter contare su un ecosistema capace di riconoscere e valorizzare il contributo delle imprese che scelgono di investire in ricerca e innovazione nel nostro Paese, creando le condizioni perché l’Italia possa continuare ad attrarre investimenti e competenze".

  • 13:48 - Da Silva (Gilead): "In 15 anni investiti oltre 18 mln per portare innovazione nella salute"

    Roma, 4 nov. (Adnkronos Salute) - 'I Bandi Gilead rappresentano un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privata, fondamentale nel nostro Paese per far avanzare l’innovazione in salute. Abbiamo creato un hub per sostenere i progetti di ricercatori, associazioni di pazienti, clinici ed enti del Terzo settore. In 15 anni abbiamo supportato circa 800 progetti, con investimenti superiori a 18 milioni di euro, coinvolgendo oltre 5mila pazienti e caregiver. Ma il risultato più importante è l’impatto concreto sulla vita delle persone". Lo ha detto Frederico da Silva, vice president & general manager di Gilead Sciences Italia, all'evento di presentazione e premiazione dei vincitori della 15esima edizione dei Bandi Gilead, a Roma.

    "Il nostro impegno è proseguire su questa strada e continuare a investire nella collaborazione con tutti gli stakeholder del sistema sanitario. Per generare innovazione e trasformarla in benefici concreti per i pazienti serve un ecosistema capace di favorire la ricerca e accompagnare le nuove soluzioni fino a renderle accessibili. In Italia abbiamo realizzato oltre 200 studi clinici negli ultimi anni, coinvolgendo più di 150 centri di eccellenza e oltre 90.000 pazienti", ha aggiunto. Da Silva ha richiamato anche la "necessità di un sistema in grado di attrarre e valorizzare l’innovazione", trasformandola in investimenti per la salute e la crescita del Paese. "Dal ministero della Salute sono arrivati segnali positivi, con misure come l’accesso precoce ai farmaci e la possibilità di mantenere più a lungo i medicinali innovativi nel relativo fondo - ha sottolineato - Ora è importante che la legge di Bilancio metta a disposizione le risorse necessarie per tradurre queste indicazioni in interventi concreti, anche per contenere il payback, che ha ormai superato i 3 miliardi di euro e pesa sulle aziende che investono in ricerca e innovazione".

    Guardando all’evoluzione di Gilead, da Silva ha ricordato i risultati raggiunti in virologia, in particolare nel trattamento dell’epatite e dell’Hiv, sottolineando che la ricerca continua a rispondere a bisogni medici ancora insoddisfatti: "Stiamo cercando di portare in Italia un farmaco iniettabile da somministrare due volte l’anno, che previene quasi al 100% l’infezione da Hiv e può rappresentare un’opportunità importante soprattutto per le popolazioni più vulnerabili". L’azienda ha inoltre ampliato il proprio ambito di ricerca, che oggi comprende oncologia solida, emato-oncologia, con le terapie Car-T, e patologie infiammatorie. Tra le aree di impegno, da Silva ha citato il tumore al seno metastatico triplo negativo: "Abbiamo lanciato un farmaco che ha trasformato il trattamento in seconda linea. È ora in valutazione presso Aifa per la prima linea, con la possibilità di offrire nuove opportunità alle donne colpite da questa forma di malattia". "Gilead è presente in Italia da 26 anni e da 15 promuove questi bandi. L'azienda è cresciuta e ha diversificato la propria attività, ma non è cambiato il nostro impegno nel portare innovazione alle persone che convivono con patologie complesse e con un forte bisogno di nuove risposte", ha concluso.

  • 13:45 - Girelli (Pd): "Prevenzione è un investimento, non una spesa, il Ssn rischia di non reggere"

    Roma, 4 nov. (Adnkronos Salute) - "Investire in prevenzione e riduzione del rischio è una necessità: senza questo il Servizio sanitario nazionale difficilmente potrà reggere. Serve però un cambio di passo, perché siamo ancora troppo lenti nel trasformare l’innovazione in pratica quotidiana. Vincoli di bilancio, burocrazia e difficoltà organizzative continuano a rallentare questo processo". Lo ha detto Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera, all’evento di presentazione e premiazione dei vincitori della 15esima edizione dei Bandi Gilead, a Roma.

    "La scienza e la ricerca ci offrono opportunità incredibili, ma spesso mancano le risorse per renderle concretamente accessibili. A questo si aggiunge la frammentazione dell’organizzazione sanitaria del nostro Paese: i 21 modelli territoriali e le differenze tra città, periferie e zone montane rappresentano ostacoli importanti. Servono anche investimenti nella formazione del personale sanitario e nella sensibilizzazione della popolazione", ha aggiunto. Secondo Girelli, è necessario superare una visione della sanità basata esclusivamente sulla spesa e riconoscere il valore degli investimenti in prevenzione. "Spesso - ha speigato - parliamo di spesa sanitaria, mentre dovremmo parlare di investimento, soprattutto quando si tratta di prevenzione. In Aula è stata approvata una mozione che chiede al Governo di farsi promotore, insieme all’Europa, di una riclassificazione degli investimenti in prevenzione, sottraendoli alla spesa corrente per considerarli investimenti in conto capitale".

    "Prevenire significa migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche risparmiare risorse. Le patologie non prevenute o non affrontate tempestivamente possono richiedere terapie più complesse, con costi sanitari e ricadute socioeconomiche rilevanti. La vera domanda non è quanto costa fare certe cose, ma quanto ci costa non avere il coraggio di farle", ha concluso.

  • 13:44 - Andreoni: "Italia in sofferenza, investimenti troppo bassi rispetto all’Europa"

    Roma, 4 nov. (Adnkronos Salute) - "La ricerca italiana è in grande sofferenza. Gli investimenti sono troppo scarsi anche rispetto agli altri Paesi europei: in Italia si destina alla ricerca solo l’1,37% del Pil, contro una media europea del 2,1%. In questo scenario, bandi come quelli di Gilead rappresentano un esempio importante di collaborazione tra ricerca pubblica indipendente e privata, una sinergia che può contribuire a mantenere l’Italia ai vertici della ricerca internazionale". Lo ha detto Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all’università Tor Vergata di Roma, membro del Consiglio superiore di sanità e presidente della Commissione giudicatrice Fellowship Program, intervenendo all’incontro 'Generare innovazione. Creare salute', a Roma, durante il quale sono stati annunciati i progetti vincitori della 15esima edizione dei Bandi Gilead.

    "Avendo avuto la possibilità di partecipare come commissario a diversi bandi Gilead negli ultimi anni, ho potuto constatare l’altissimo livello delle proposte di ricerca presentate dai ricercatori italiani. Il bando è diventato un appuntamento atteso e un punto di riferimento per la ricerca nel nostro Paese" ha aggiunto Andreoni, sottolineando come la "carenza di finanziamenti rischi di compromettere la capacità dell’Italia di mantenere il proprio ruolo scientifico in ambiti come infettivologia, oncologia ed ematologia". Un problema che riguarda soprattutto le nuove generazioni. "La mancanza di fondi rende l’Italia sempre meno attrattiva per i giovani ricercatori, che spesso sono costretti ad andare all’estero per poter svolgere le proprie attività. È un trend che deve essere interrotto. I ricercatori italiani si sono sempre dimostrati all’altezza dei massimi livelli della ricerca internazionale, ma hanno bisogno di strumenti, risorse e strutture adeguate per esprimere le proprie capacità".

    Per Andreoni, occorre quindi "ripensare le strategie nazionali di finanziamento" e rafforzare il sistema della ricerca. "Bisogna ottenere fondi finalizzati alla ricerca e ristrutturare le sedi in cui si svolge l’attività scientifica, così da dare ai giovani la possibilità di esprimere il proprio talento e rendere nuovamente l’Italia un Paese ai vertici della ricerca internazionale" ha aggiunto. Fondamentale anche il rapporto tra pubblico e privato. "Dobbiamo cambiare mentalità e considerare la collaborazione tra ricerca pubblica e privata un valore aggiunto. Lo Stato e le istituzioni dovrebbero favorire la ricerca delle aziende farmaceutiche e fare in modo che si integri sempre di più con quella accademica. Le potenzialità sono altissime, ma non bastano: per raggiungere risultati servono gli strumenti per fare ricerca", ha concluso.

  • 13:33 - Franco (Simg): "Infezione da Rsv sottostimata, vaccinazione fondamentale"

    Roma, 3 nov. (Adnkronos Salute) - "L'infezione da virus respiratorio sinciziale (Rsv) è sicuramente sottostimata. È necessaria una campagna di sensibilizzazione verso la popolazione, ma anche una campagna di informazione e formazione nei confronti dei medici di famiglia. Il vantaggio della medicina generale è la trasversalità e la longitudinalità del rapporto con i cittadini: il medico di famiglia vede le persone per vari motivi, le incontra ripetutamente durante l'anno e ha quindi modo di informare i propri assistiti su quale possa essere l'impatto dell'infezione e quale possa essere la protezione offerta dalla vaccinazione". Lo ha detto Massimiliano Franco, medico di medicina generale e segretario Simg (Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie) Lombardia, all'incontro organizzato da Gsk a Milano nell'ambito della Settimana internazionale di sensibilizzazione sull'Rsv che si conclude l'8 novembre.

    Franco specifica che si tratta di "un virus che comporta complicanze molto serie per i pazienti affetti da molteplici patologie croniche e per i soggetti fragili. Di conseguenza, sensibilizzare la popolazione e informarla su quanto si proteggerebbe da eventuali complicanze attraverso la vaccinazione è un passaggio fondamentale. Si tratta di un ruolo proprio della medicina generale che, in questo senso, deve essere attiva nell'informare il cittadino nel momento stesso in cui incontra un paziente che può avvantaggiarsi della vaccinazione", conclude.

Adn Kronos www.adnkronos.com
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