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The Man With No Idea

6 Marzo 2023

Ultimo aggiornamento: 16:12 del 9 Marzo 2023

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra i Dott. Blondel e chi, per un metaverso o per un altro, sfugge alla distopia del non avere idee

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metaverso

In un tempo che apre i confini della realtà, L’Uomo Che Non Ha Idea, fra gli ulivi francesi e il metaverso, incontra i Dott. Blondel e tutti coloro che fanno di virtuale virtù, trascendendo limiti, circostanze e dimensioni per non perdere entusiasmo né fiducia nella ricerca di una nuova universale idea

Leggi articolo
20 Apr 2022

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee

Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee
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24 Dic 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra l’Identità, Pietrangelo Buttafuoco e chi dibatte con le proprie idee

dibattere con le proprie idee
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12 Ott 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jeff Bezos, Lidia Undiemi e chi sta lavorando al futuro delle idee

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diritti del lavoro
04 Ago 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Roselina Salemi e chi fra click e like, sfugge alla rete dei numeri e arriva alla fonte delle idee

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facebook
16 Mar 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee
12 Feb 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Marilyn Monroe, Januaria Piromallo e tutte le donne che non hanno idea di dove vada a finire l’amore

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29 Gen 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jacopo Fo, Federico Barbarossa e tutti gli appassionati di storie censurate e folli idee

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14 Dic 2020

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra John Lennon, Lucio Corsi e tutti coloro che non hanno mai smesso di immaginare

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VIDEO DI The Man With No Idea

11 Dic 2020

Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità

Copertina di Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità
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Adn Kronos
  • 07:34 - Latte crudo e batteri, le regole per non correre rischi

    Roma, 3 ago. (Adnkronos Salute) - Il latte appena munto o latte crudo, spesso considerato simbolo stesso di genuinità, in realtà, come purtroppo i casi di cronaca ci confermano periodicamente, può nascondere gravi insidie se si ignorano le indicazioni per un consumo sicuro. Il pericolo più grave, che riguarda soprattutto i bambini piccoli e le persone più fragili, è la contaminazione di batteri pericolosi (Escherichia coli produttori di Shiga-tossina o Stec), causa di gravi infezioni intestinali, e la sindrome emolitico-uremica (Seu) di cui è stato vittima Mattia Maestri, morto a 13 anni dopo 9 anni di coma per aver mangiato formaggio a latte crudo quando di anni ne aveva solo 4.

    I richiami all'attenzione non mancano. Il ministero della Salute, lo scorso anno, ha messo a punto un corposo testo di 'Linee guida per il controllo di Stec nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati'. Indicazioni nate per rafforzare la prevenzione, ridurre il rischio, supportare gli operatori del settore, rafforzzare i controlli e informare il consumatore.

    Per questi ultimi i pilastri fondamentali sono: la chiarezza dell'etichetta del prodotto (dicitura 'fatto con latte crudo'), l'obbligo di consumare latte crudo venduto sfuso previa bollitura, la forte raccomandazione ad evitare il consumo sia di latte non pastorizzato che di derivarti ai bambini sotto i 5 anni, agli anziani anziani, alle donne in gravidanza e agli immunodepressi.

    Nonostante questo quadro, restano però ancora alcuni falsi miti, come ad esempio l'idea che il latte pastorizzato possa essere meno nutriente e benefico rispetto a quello crudo. In realtà, spiega sempre il ministero della Salute sul proprio sito, "le temperature a cui è sottoposto il latte fresco pastorizzato possono comportare una lieve riduzione del valore nutrizionale del latte, in particolare del contenuto vitaminico. Si tratta, tuttavia, di una perdita molto contenuta e, in un'ottica rischio-beneficio, di gran lunga inferiore rispetto al pericolo di infezioni batteriche, anche gravi". Da qui "l'obbligo da parte del produttore di latte crudo di informare il consumatore circa le corrette modalità di consumo del latte crudo, che prevedono la bollitura". Un bicchiere di latte appena, munto, infatti, "può contenere batteri patogeni. Un pericolo che i trattamenti termici di pastorizzazione o la bollitura consentono di eliminare". Infine, in caso di consumo in strutture come gli agriturismo che offrono 'latte alla spina', "il gestore dell'agriturismo - evidenzia il sito del ministero - non può somministrare il latte crudo tal quale, ma solo dopo aver proceduto alla sua bollitura. È bene, quindi, accertarsi che il latte sia stato bollito chiedendo, ad esempio, alla persona addetta alla somministrazione della colazione e dei pasti".

    "I batteri Escherichia coli produttori di Shiga-tossina (Stec) rappresentano un potenziale rischio microbiologico associato al consumo di prodotti ottenuti da latte non pastorizzato. Questi microrganismi hanno come principale serbatoio i ruminanti, in particolare bovini, ovini e caprini, e possono contaminare il latte durante la mungitura o nelle successive fasi della lavorazione. È tuttavia importante evidenziare che il rischio Stec non riguarda esclusivamente i formaggi a latte crudo. Anche altri alimenti tra cui le carni accidentalmente contaminate e poco cotte e alimenti pronti al consumo compresi vegetali freschi sono stati associati a numerosi focolai epidemici a livello nazionale e internazionale". Per questo "il ministero della Salute ha recentemente realizzato una campagna informativa sui rischi microbiologici associati a formaggi a latte non pastorizzato e, in generale, ai prodotti alimentari freschi o pronti per il consumo". Lo sottolinea l'Istituto superiore di sanità, che fa chiarezza in un focus online dopo la morte del 13enne Mattia Maestri, rimasto in coma 9 anni per aver mangiato formaggio a latte crudo.

    "Le infezioni da Stec - si legge nell'approfondimento firmato da Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell'Iss - possono manifestarsi con sintomi di diversa gravità, dalla diarrea lieve alla colite emorragica, fino alla sindrome emolitico-uremica (Seu), una grave complicanza che può causare insufficienza renale acuta, danni neurologici permanenti e, nei casi più gravi, il decesso. I bambini di età inferiore ai 5 anni rappresentano la categoria maggiormente vulnerabile", perciò è "assolutamente sconsigliata l'assunzione di latte crudo e di prodotti ottenuti da latte non pastorizzato i cui processi produttivi non garantiscano la sicurezza dell'alimento".

    Sulla base di decenni di attività di sorveglianza sulle infezioni da Stec e Seu, con evidenze epidemiologiche raccolte in Italia e in Europa, l'Iss precisa che "il rischio di infezione da Stec e di Seu associato al consumo di formaggi tipici, artigianali, freschi o di malga prodotti con latte non pastorizzato, sebbene generalmente contenuto, non è trascurabile". Se "la maggior parte dei formaggi a latte crudo di larga diffusione non presenta un rischio significativo, poiché le caratteristiche del processo produttivo e della maturazione contribuiscono al controllo dei microrganismi patogeni, le criticità possono emergere dove le specificità del processo possono rendere più complesso il controllo della contaminazione".

    "La mitigazione del rischio richiede un approccio integrato lungo tutta la filiera, dalla stalla alla tavola e scelte di consumo consapevoli. Le principali misure di prevenzione comprendono il mantenimento di elevati standard igienici negli allevamenti e delle produzioni, la corretta gestione della mungitura e manipolazione del latte e delle cagliate, il rispetto della catena del freddo, l'applicazione dei sistemi di autocontrollo e la verifica dell'efficacia dei processi produttivi nel ridurre o eliminare gli agenti patogeni", illustra l'Istituto superiore di sanità. "Per supportare i produttori nella gestione del rischio da Stec nei formaggi a latte non pastorizzato - ricorda - il ministero della Salute, con il supporto scientifico dell'Iss e di altri esperti, ha promosso la produzione e la disseminazione di specifiche linee guida rivolte agli operatori del settore alimentare e agli organi di controllo. Le raccomandazioni prevedono il rafforzamento delle misure igieniche in allevamento, il monitoraggio periodico della presenza di Stec nel latte e nell’ambiente di produzione, la rigorosa applicazione delle buone pratiche di mungitura e il mantenimento della catena del freddo e la formazione degli operatori. Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione della contaminazione fecale del latte durante la mungitura, considerata il principale meccanismo di ingresso degli Stec nella filiera lattiero-casearia. Le linee guida ribadiscono la responsabilità primaria dell'operatore del settore alimentare nel garantire la sicurezza del prodotto e sottolineano che, in assenza di una fase equivalente alla pastorizzazione, ogni produttore deve dimostrare che il proprio processo produttivo è in grado di prevenire, eliminare o ridurre il rischio microbiologico a livelli accettabili. Nei casi in cui il produttore non sia in grado di dimostrare che il processo produttivo elimina o controlla adeguatamente il rischio Stec, è raccomandata un'etichettatura che sconsigli il consumo dei prodotti da parte delle categorie più vulnerabili tra cui i bambini".

  • 16:48 - La Uefa minaccia la Fifa di azioni legali e pensa ad al-Khelaifi come successore di Infantino

    Roma, 3 ago. (Adnkronos) - La Uefa ha minacciato il presidente della Fifa Gianni Infantino di azioni legali per il suo piano di vendita a privati dei beni legati ai Mondiali e gli ha intimato di non distruggere alcun materiale ad esso correlato, secondo quanto riportato dal Telegraph che rivela che l'organo di governo del calcio europeo ha anche scritto a Joshua Kushner, Greg Maffei, JP Morgan e OpenEconomics affermando che sta "valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi" derivanti dall'iniziativa. Sabato, il presidente Infantino ha detto di aver accantonato i piani per la vendita di quote del suo torneo principale e di altri eventi a investitori privati, in seguito ad una protesta senza precedenti della Uefa contro la proposta che coinvolgeva anche persone legate al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come Joshua Kusher, fratello di Jared Kushner, e genero di Trump.

    LA UEFA PENSA AL QATARIANO NASSER AL-KHELAIFI PER IL POST INFANTINO

    La Uefa, tra l'altro si prepara a sfidare Infantino anche alle prossime elezioni e sta valutando il dirigente sportivo qatariano Nasser al-Khelaifi, presidente del Psg, come potenziale candidato alle elezioni del prossimo anno per la presidenza della Fifa. Secondo tre alti funzionari del calcio internazionale, che hanno chiesto l'anonimato, secondo quanto riporta 'Politico', in colloqui sono iniziati durante i Mondiali del mese scorso, ed al-Khelaifi è emerso come un serio candidato. Al-Khelaifi è il presidente del Paris Saint-Germain in Francia, dirige l'European Football Clubs (EFCA), l'organizzazione che riunisce le squadre del continente, ed è a capo del colosso mediatico beIN Media. Il diretto interessato però al momento ha smentito la sua discesa in campo. Un rappresentante di al-Khelaifi ha dichiarato: "Nasser non ha assolutamente alcuna ambizione, intenzione o interesse per un ruolo nella Fifa e continuerà a sostenere discretamente tutte le istituzioni del calcio mondiale ed europeo".

    IN CORSA POTREBBE ESSERCI ANCHE IL PRESIDENTE DELLA CONCACAF, VICTOR MONTAGLIANI

    Altro profilo che potrebbe entrare nella corsa è quello del presidente della Concacaf, Victor Montagliani. Anche la sua possibile candidatura prende quota per sfidare Infantino alla presidenza. Infatti anche se l'attuale numero uno della Fifa dovesse superare un voto di sfiducia che appare probabile, dovrà comunque affrontare i rivali e vincere la rielezione per un quarto mandato al Congresso di marzo.

    INFANTINO 'ISOLATO' IN FIFA SENTE RUBIO PER CERCARE SPONDA TRUMP

    Infantino è sempre più sotto pressione dopo il naufragio del controverso progetto di apertura della Fifa agli investitori privati. Di fronte all'opposizione della Uefa e alle forti perplessità espresse dalle confederazioni asiatica (Afc) e americana (Concacaf), il presidente della Fifa starebbe cercando il sostegno dell'amministrazione Trump per mantenere salda la propria posizione al vertice del calcio mondiale. Secondo quanto riferito da fonti al New York Post, Infantino ha in programma in giornata un colloquio telefonico privato con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Ufficialmente, al centro della conversazione ci sarà il ruolo del calcio come strumento di soft power per gli Stati Uniti. Secondo fonti vicine alla vicenda, tuttavia, l'obiettivo reale del dirigente italo-svizzero sarebbe ottenere una sponda politica per difendere la propria posizione. Infantino si sentirebbe infatti "isolato" a causa delle durissime critiche seguite al fallimento del piano, che prevedeva di affidare a investitori privati una quota delle attività commerciali legate ai Mondiali. Il colloquio con Rubio arriva dopo diversi tentativi, finora senza successo, di Infantino di contattare telefonicamente Donald Trump. La proposta prevedeva la creazione di una nuova società, denominata Fifa Forward Enterprise, destinata a gestire diritti televisivi, sponsorizzazioni, licenze e biglietteria. Il progetto contemplava l'ingresso con una quota del 20% di Thrive Capital, società di private equity fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Trump. L'iniziativa è stata accantonata dopo la forte opposizione sollevata da diverse federazioni e confederazioni calcistiche, alimentando una contestazione interna alla Fifa e indebolendo ulteriormente la posizione di Infantino in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Oltre alle tensioni con la Uefa, che ha prospettato possibili azioni legali e minacciato il boicottaggio delle competizioni Fifa qualora il progetto fosse andato avanti, la vicenda ha alimentato il malcontento all'interno dell'organizzazione. Secondo le indiscrezioni del New York Post, Infantino sarebbe ora alla ricerca di "alleati di peso" disposti a sostenerlo pubblicamente.

    LA SMENTITA DEL DIPARTIMENTO DI STATO USA

    Non è in programma alcun colloquio telefonico tra il segretario di Stato americano Marco Rubio e il presidente della Fifa Gianni Infantino. Lo ha chiarito Dylan Johnson, assistente del segretario di Stato per gli affari pubblici globali, smentendo su X le indiscrezioni pubblicate in precedenza dal New York Post secondo cui Infantino avrebbe dovuto parlare con Rubio per cercare il sostegno dell'amministrazione Trump e rafforzare la propria posizione alla guida della federazione. Condividendo l'articolo del quotidiano americano, Johnson ha scritto che il New York Post "dovrebbe verificare le proprie fonti o... avrebbe potuto semplicemente chiederlo a noi".

  • 16:46 - Il maltempo ferma il tennis tra Canada e Usa: cosa sta succedendo

    Milano, 3 ago. (Adnkronos) - Il maltempo continua a essere il grande protagonista del tennis nordamericano. Dopo aver stravolto il programma del torneo di Washington, la pioggia ha rallentato anche l'avvio del Masters 1000 di Montreal. Nella capitale statunitense le due finali del torneo sono state rinviate alla giornata di oggi, lunedì 3 agosto. Quella femminile tra Jessica Pegula e Alexandra Eala era stata sospesa con l'americana avanti 6-4 1-2, mentre la sfida per il titolo maschile tra Taylor Fritz e Rafael Jodar, inizialmente in programma ieri, non ha nemmeno preso il via e si giocherà in serata. Dopo il torneo di Washington, i quattro i finalisti si trasferiranno in Canada, dove sono attesi per disputare il Masters 1000 di Montreal e il Wta 1000 di Toronto, appuntamenti cruciali verso gli Us Open.

    La pioggia ha condizionato in modo pesante anche il programma di Montreal, con numerosi incontri rinviati. Tra questi l'esordio di Matteo Berrettini contro Mariano Navone, match che si giocherà in giornata. Oggi toccherà anche a Lorenzo Sonego, impegnato contro Tallon Griekspoor, e a Mattia Bellucci, che sfiderà Sebastian Baez (entrambi i match previsti nella serata italiana). Per i prossimi giorni, resta però l'incognita del meteo: le previsioni indicano ancora precipitazioni e rovesci. Caos anche a Toronto. Prima che il programma di ieri venisse cancellato, si era fermata la corsa dell'azzurra Lucrezia Stefanini (battuta dalla colombiana Osorio). La partita tra Elisabetta Cocciaretto e Talia Gibson dovrebbe invece giocarsi oggi dopo il rinvio.

  • 16:38 - Caso Beach volley, accesa discussione tra tecnico Martins e Chiara They, Fipav: "Immagini inaccettabili"

    Roma, 3 ago. (Adnkronos) - La finale femminile della Coppa Italia di beach volley che si è svolta a Montesilvano, e valida anche come sesta tappa del Campionato Italiano e terza Gold della stagione, ha visto una discussione accesa nel corso di un time out del secondo set tra James Martins, tecnico di Chiara They e Sara Breidenbach, che hanno poi perso la finale, sotto l’occhio delle telecamere che riprendevano la manifestazione. La gara è stata poi vinta da Federica Frasca e Alice Gradini ma la Federazione è dovuta intervenire su quanto accaduto e attivare gli organi competenti.

    "In merito a quanto accaduto nel corso della finale femminile della Coppa Italia di Beach Volley di Montesilvano, durante un time-out che ha visto protagonista James Martins, tecnico della coppia Chiara They e Sara Breidenbach, la Federazione Italiana Pallavolo esprime la ferma condanna per il comportamento dell'allenatore", recita una nota della Fipav che rende noto che "si è già attivata, segnalando l'accaduto ai propri organi competenti, affinché vengano ascoltati tutti i protagonisti coinvolti e siano svolti i doverosi accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti". Il tecnico avrebbe preso per un braccio prima l’una e poi l’altra atleta, con Chiara They che ha reagito dicendo: “La smetti? Basta!”.

    Duro il messaggio del presidente federale. "Le immagini viste sono inaccettabili e rappresentano un comportamento che condanniamo con assoluta fermezza -le parole del presidente della Fipav Giuseppe Manfredi-. L'atteggiamento tenuto dal tecnico nei confronti delle proprie atlete va ben al di là di qualsiasi dinamica tecnica o sportiva e non può trovare alcuna giustificazione. Comportamenti di questo tipo non possono essere accettati in alcun modo. Da anni la Federazione Italiana Pallavolo ha posto grande attenzione alle politiche di Safeguarding, affinché ogni atleta possa svolgere la propria attività in un ambiente sicuro. Per questo motivo, chiunque partecipi, con qualsiasi funzione o titolo, all'attività federale è chiamato ad attenersi ai principi di tutela della persona, del rispetto reciproco, così da garantire la piena salvaguardia dei diritti dei tesserati. Questi valori sono imprescindibili per il nostro movimento".

    La Fipav ribadisce che ogni eventuale responsabilità sarà valutata nelle sedi competenti, nel pieno rispetto delle procedure previste dall'ordinamento federale, con la massima determinazione nel tutelare i valori dello sport e la sicurezza di tutti i tesserati coinvolti nell'attività federale.

  • 14:44 - La Uefa minaccia la Fifa di azioni legali e pensa ad al-Khelaifi come successore di Infantino

    Roma, 3 ago. (Adnkronos) - La Uefa ha minacciato il presidente della Fifa Gianni Infantino di azioni legali per il suo piano di vendita a privati dei beni legati ai Mondiali e gli ha intimato di non distruggere alcun materiale ad esso correlato, secondo quanto riportato dal Telegraph che rivela che l'organo di governo del calcio europeo ha anche scritto a Joshua Kushner, Greg Maffei, JP Morgan e OpenEconomics affermando che sta "valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi" derivanti dall'iniziativa. Sabato, il presidente Infantino ha detto di aver accantonato i piani per la vendita di quote del suo torneo principale e di altri eventi a investitori privati, in seguito ad una protesta senza precedenti della Uefa contro la proposta che coinvolgeva anche persone legate al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come Joshua Kusher, fratello di Jared Kushner, e genero di Trump.

    LA UEFA PENSA AL QATARIANO NASSER AL-KHELAIFI PER IL POST INFANTINO

    La Uefa, tra l'altro si prepara a sfidare Infantino anche alle prossime elezioni e sta valutando il dirigente sportivo qatariano Nasser al-Khelaifi, presidente del Psg, come potenziale candidato alle elezioni del prossimo anno per la presidenza della Fifa. Secondo tre alti funzionari del calcio internazionale, che hanno chiesto l'anonimato, secondo quanto riporta 'Politico', in colloqui sono iniziati durante i Mondiali del mese scorso, ed al-Khelaifi è emerso come un serio candidato. Al-Khelaifi è il presidente del Paris Saint-Germain in Francia, dirige l'European Football Clubs (EFCA), l'organizzazione che riunisce le squadre del continente, ed è a capo del colosso mediatico beIN Media. Il diretto interessato però al momento ha smentito la sua discesa in campo. Un rappresentante di al-Khelaifi ha dichiarato: "Nasser non ha assolutamente alcuna ambizione, intenzione o interesse per un ruolo nella Fifa e continuerà a sostenere discretamente tutte le istituzioni del calcio mondiale ed europeo".

    IN CORSA POTREBBE ESSERCI ANCHE IL PRESIDENTE DELLA CONCACAF, VICTOR MONTAGLIANI

    Altro profilo che potrebbe entrare nella corsa è quello del presidente della Concacaf, Victor Montagliani. Anche la sua possibile candidatura prende quota per sfidare Infantino alla presidenza. Infatti anche se l'attuale numero uno della Fifa dovesse superare un voto di sfiducia che appare probabile, dovrà comunque affrontare i rivali e vincere la rielezione per un quarto mandato al Congresso di marzo.

    INFANTINO 'ISOLATO' IN FIFA SENTE RUBIO PER CERCARE SPONDA TRUMP

    Infantino è sempre più sotto pressione dopo il naufragio del controverso progetto di apertura della Fifa agli investitori privati. Di fronte all'opposizione della Uefa e alle forti perplessità espresse dalle confederazioni asiatica (Afc) e americana (Concacaf), il presidente della Fifa starebbe cercando il sostegno dell'amministrazione Trump per mantenere salda la propria posizione al vertice del calcio mondiale. Secondo quanto riferito da fonti al New York Post, Infantino ha in programma in giornata un colloquio telefonico privato con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Ufficialmente, al centro della conversazione ci sarà il ruolo del calcio come strumento di soft power per gli Stati Uniti. Secondo fonti vicine alla vicenda, tuttavia, l'obiettivo reale del dirigente italo-svizzero sarebbe ottenere una sponda politica per difendere la propria posizione. Infantino si sentirebbe infatti "isolato" a causa delle durissime critiche seguite al fallimento del piano, che prevedeva di affidare a investitori privati una quota delle attività commerciali legate ai Mondiali. Il colloquio con Rubio arriva dopo diversi tentativi, finora senza successo, di Infantino di contattare telefonicamente Donald Trump. La proposta prevedeva la creazione di una nuova società, denominata Fifa Forward Enterprise, destinata a gestire diritti televisivi, sponsorizzazioni, licenze e biglietteria. Il progetto contemplava l'ingresso con una quota del 20% di Thrive Capital, società di private equity fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Trump. L'iniziativa è stata accantonata dopo la forte opposizione sollevata da diverse federazioni e confederazioni calcistiche, alimentando una contestazione interna alla Fifa e indebolendo ulteriormente la posizione di Infantino in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Oltre alle tensioni con la Uefa, che ha prospettato possibili azioni legali e minacciato il boicottaggio delle competizioni Fifa qualora il progetto fosse andato avanti, la vicenda ha alimentato il malcontento all'interno dell'organizzazione. Secondo le indiscrezioni del New York Post, Infantino sarebbe ora alla ricerca di "alleati di peso" disposti a sostenerlo pubblicamente.

  • 14:27 - Turismo sportivo, il viaggio parte dalla passione: così cambia il modo di scegliere le destinazioni

    Roma, 3 ago. (Adnkronos) - Negli ultimi anni il turismo sportivo ha smesso di essere una nicchia per diventare uno dei fenomeni più dinamici dell’industria dei viaggi. Oggi, in pieno periodo di vacanze, lo sport è considerato il terzo fattore nella scelta di una destinazione, dopo arte e cultura, e sempre più viaggiatori costruiscono le proprie esperienze partendo da una passione: un torneo da seguire, un campo su cui giocare, una disciplina da praticare o una community da vivere. Non si sceglie più una meta e poi un’attività sportiva, ma si sceglie la meta proprio perché consente di vivere quella passione.

    In questo scenario, destinato a raggiungere un valore globale stimato di 1,7 trilioni di euro entro il 2032, stanno emergendo nuovi modelli capaci di reinterpretare il rapporto tra viaggio e sport. Tra questi c’è Weebora, startup che ha individuato nel padel il terreno ideale per validare una nuova visione del turismo esperienziale. Da quella validazione è nato Terrarossa - il nuovo brand dedicato al tennis travel che affianca Weebora e trasforma quella visione in un primo ecosistema concreto in cui è la passione a indicare la destinazione. Un’unica idea che dà accesso a esperienze di viaggio sportivo in ogni angolo del mondo, e che in futuro si aprirà a nuove passioni. È un cambiamento che tocca insieme il comportamento dei viaggiatori, le opportunità offerte dal turismo sportivo e la strategia con cui si sta sviluppando un modello multi-verticale capace di mettere al centro persone, community e passioni. Dietro c’è l’intuizione di Fabio Zecchini (Ceo e Founder) e Attilio Ruffo (General Director e Co-founder) che ne parlano con l'Adnkronos su come si è voluto riunire in un unico marketplace digitale tutte le esperienze di viaggio sportivo possibili, organizzate in tre verticali -Academies, Holidays, Tournaments- con una prenotazione semplice e senza stress.

    Quando avete capito che la passione sportiva stava diventando il motore della scelta di viaggio, e non più un'aggiunta? Come descrivereste il viaggiatore sportivo di oggi rispetto a cinque anni fa?

    "L’abbiamo capito unendo due sguardi diversi sullo stesso fenomeno. La mia storia unisce due mondi, la tecnologia e il travel digitale: da ingegnere informatico esperto in analisi dati, marketing digitale e AI ho fondato Musement, un marketplace che, intercettando la domanda mondiale di esperienze culturali a destinazione, è diventato un player internazionale poi acquisito da TUI. In questo periodo ho capito che la stessa logica -mettere l’esperienza al centro del viaggio- stava iniziando a manifestarsi anche nello sport, con una forza nuova. Da questa intuizione nasce Weebora, e con lei l’incontro con Attilio, che porta vent’anni nel mondo della comunicazione e del marketing al fianco di grandi brand come Ferrari ed è testimone diretto di come una passione possa trasformarsi in identità e appartenenza", ha spiegato Fabio Zecchini. "Insieme abbiamo iniziato a sviluppare il progetto partendo da come è cambiato il viaggiatore sportivo: non cerca più una destinazione a cui aggiungere, magari, un po’ di sport, ma parte dalla passione e costruisce intorno a quella l’intera esperienza di viaggio. È più competente ed esigente, conosce il suo sport, sa cosa vuole ed è disposto a spostarsi proprio per viverlo ai massimi livelli. Non compra un pacchetto: cerca un’esperienza che lo faccia crescere, connettere con una community e tornare a casa con un ricordo che vale il viaggio".

    Com’è nata l’idea? C’è stato un momento specifico che ha acceso la scintilla? Come funziona concretamente la personalizzazione dell’esperienza sulla piattaforma?

    "La scintilla è stata un’esperienza personale. Nel 2003 mi trovavo a Mallorca e volevo prenotare un’esperienza in una prestigiosa academy di padel: un desiderio semplice che si è rivelato sorprendentemente complicato nel processo di prenotazione con alloggio incluso. Da lì è nato l’approfondimento sul mercato, e il quadro era chiaro: offerta frammentata tra academy, club, resort ed eventi, pianificazione faticosa e assenza di un marketplace globale, specializzato e affidabile. Il padel cresceva a grande velocità e nessuno lo stava servendo bene dal lato viaggio; questa è stata la scintilla", ha proseguito Fabio Zecchini. "Da quel momento tutto è stato molto veloce: Weebora è nata in pochi mesi come primo marketplace al mondo dedicato al padel travel, e dopo un primo anno di piccoli market test nel 2024 è stata lanciata ufficialmente nei primi mesi del 2025. Terrarossa è stata presentata tre mesi fa. Due piattaforme pensate per superare lo stress della prenotazione turistica tradizionale, costruite sulla tecnologia di dynamic packaging e sulla semplicità del modello “one-checkout”. Bastano pochi clic per scegliere tra soluzioni curate che uniscono allenamento, competizione e scoperta autentica del territorio. Il risultato è un viaggio sportivo integrato: dai trasferimenti al gioco, dal soggiorno alle attività locali, progettato per coltivare la tua passione".

    Parliamo di padel: partner della Fip nelle principali tappe del circuito Premier Padel lo scorso anno, due top players come ambassador, rapporti costanti con le più famose academies di padel. Cosa ha significato e cosa significa tutto questo?

    "Nel 2024 e 2025, essere Official Travel Partner in molte tappe del circuito Premier Padel è stato un passaggio decisivo che ci ha permesso di posizionare Weebora nel cuore dell’ecosistema internazionale del padel e di costruire rapidamente riconoscibilità, credibilità e autorevolezza. La scelta di affiancarsi a due campioni come Gemma Triay e Franco “Stupa” Stupaczuk va nella stessa direzione. Non sono semplicemente testimonial: sono interpreti credibili di questo mondo e parlano agli appassionati con il linguaggio e l’autorevolezza di chi vive il padel ai massimi livelli", ha aggiunto Attilio Ruffo. "Ma partnership e ambassador creano un’aspettativa che deve essere mantenuta attraverso il prodotto. Per questo abbiamo costruito un’offerta che copre i tre modi principali di vivere questa passione: migliorare il proprio gioco nelle accademie più prestigiose, come quelle di Rafa Nadal, Gustavo Pratto e Paquito Navarro; partire per una vacanza in cui il padel è parte centrale dell’esperienza; oppure assistere dal vivo ai grandi tornei internazionali. Il nostro obiettivo non è semplicemente vendere viaggi legati al padel. Vogliamo diventare il punto di accesso più affidabile per chi desidera vivere il mondo del padel viaggiando".

    Qual è il profilo del vostro viaggiatore tipo nel padel?

    "Il nostro viaggiatore tipo nel padel è internazionale: abbiamo servito clienti da 25 Paesi diversi in poco più di dieci mesi. I principali mercati di origine sono Italia, Spagna, Regno Unito e Francia, ma raccogliamo già segnali significativi da mercati emergenti come i Paesi nordici, la Germania e gli Stati Uniti, e riceviamo richieste persino da Middle East e Far East. Grazie ai nostri partner siamo arrivati a proporre destinazioni sorprendenti: accanto ai grandi classici come Spagna e Italia, mete come Kenya, Mauritius, Maldive ed Egitto, e a capodanno andremo in Argentina con Gustavo Spector. È un viaggiatore più adulto di quanto si immagini: la fascia più rappresentata è quella dei 51-60 anni, seguita dai 41-45, con una prevalenza maschile (60% circa) ma una componente femminile in crescita", ha sottolineato Fabio Zecchini. "È un viaggiatore profondamente fedele: oltre un cliente su quattro prenota più di una volta e una quota importante acquista in più categorie, combinando gioco, eventi e vacanza. E soprattutto è un viaggiatore che ama condividere: famiglie e gruppi spendono da due a tre volte più di chi viaggia da solo, un dato che dice molto sulla natura sociale del padel e sul perché stiamo investendo sui viaggi di gruppo. Non cerca lo sconto, ma l’esperienza giusta".

    Passiamo al tennis: a maggio avete lanciato Terrarossa. Perché il tennis come secondo sport, e in cosa il cliente tennis è diverso da quello del padel?

    "Il tennis è stato il secondo verticale naturale, non soltanto perché oggi sta vivendo un momento straordinario in Italia. Abbiamo scelto il tennis perché ha una community globale, una forte cultura del viaggio e una filiera esperienziale completa: academy iconiche, destinazioni con una grande tradizione tennistica e tornei capaci di attrarre pubblico da tutto il mondo. Con Terrarossa abbiamo portato in questo mercato lo stesso principio validato da Weebora: partire dalla passione e costruire intorno a essa l’intero viaggio", ha risposto Attilio Ruffo. "Il cliente tennis, però, ha motivazioni in parte diverse. Il tennis ha una storia, dei luoghi e dei rituali molto radicati. Wimbledon, Roland Garros, gli Us Open o le Atp Finals sono eventi che molti appassionati desiderano vivere almeno una volta, quasi come grandi appuntamenti culturali. Il cliente arriva spesso con una conoscenza molto profonda del proprio sport, cerca accesso, autenticità e qualità ed è disposto a investire per un’esperienza realmente distintiva. Nel padel, invece, il motore principale del viaggio è ancora soprattutto la partecipazione: giocare, migliorare, incontrare altre persone e condividere l’esperienza. Nel tennis la componente “watch” ha già una forza globale; nel padel prevale ancora il “play”. Non è tanto una differenza anagrafica quanto una diversa motivazione di viaggio. Per questo abbiamo creato due brand distinti. Weebora e Terrarossa hanno identità, linguaggi e community differenti, ma condividono lo stesso motore operativo: tecnologia, prodotto, pagamenti, dati e assistenza. La nostra strategia è applicare lo stesso modello rispettando la cultura e l’immaginario specifico di ogni passione".

    Come scegliete il prossimo sport o passione su cui lanciare un verticale? Dove volete essere tra tre anni? Quanti sport, quanti mercati?

    "Weebora si sta trasformando da operatore specializzato in sport travel a piattaforma di passion-led brands, pensata per essere replicata su altri mondi: running, golf, sci, vela, basket, motorsport e altre passioni, anche non sportive, capaci di generare esperienze, appartenenza e desiderabilità. Il prossimo passo, su cui stiamo già facendo dei test, è il running: una community enorme, globale e abituata a viaggiare per correre, dalle grandi maratone agli eventi trail. Ma non scegliamo il prossimo verticale a caso. I criteri sono chiari: la dimensione e la crescita della passione, la forza di una community con cui partire, la disponibilità di partner, il prezzo medio del pacchetto viaggio e un accesso credibile agli eventi. Padel e tennis ci hanno insegnato che il modello funziona proprio quando questi elementi si combinano. Tra tre anni vogliamo essere il riferimento internazionale del turismo esperienziale legato alle passioni: non un operatore di sport travel, ma la casa in cui ogni passione ha il suo brand dedicato e il suo pubblico. Più verticali attive, una presenza solida sui mercati europei e lo sguardo già rivolto agli Stati Uniti e ai mercati emergenti dove queste discipline stanno esplodendo", ha concluso Fabio Zecchini.

  • 13:03 - Neya pianta mangrovie in Madagascar per 2.500 ettari, potenziamento come 3.300 campi da calcio

    Roma, 3 ago. - (Adnkronos) - Neya, società benefit del Gruppo Mundys per il contrasto al cambiamento climatico, avvia la seconda fase del progetto Ma Honko in Madagascar, dedicata al ripristino delle mangrovie lungo le coste del Paese. Obbiettivo della società è ripristinare ecosistemi degradati, migliorare la biodiversità e rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, coinvolgendo le comunità locali. Dopo il lancio della prima fase a dicembre 2025, il progetto entra infatti in una nuova fase di sviluppo che porterà l’area di intervento da 500 ettari - dove sono state avviate attività di riforestazione di aree costiere degradate con mangrovie nelle regioni di Sofia e Melaky - a oltre 2.400 ettari, estendendo il progetto al nord del Madagascar. Le mangrovie, tra gli ecosistemi più efficaci nella cattura e nello stoccaggio del carbonio, trattengono significative quantità di CO₂ nella biomassa e nei suoli costieri. L’ampliamento a 2.400 ettari, l’equivalente di 3.300 campi di calcio, consentirà di incrementare la capacità di assorbimento e stoccaggio del carbonio delle aree interessate, con una rimozione totale stimata di circa 755.000 tonnellate di CO₂ nell’arco di vent’anni. Accanto agli impatti climatici, Ma Honko favorisce la protezione delle coste dall’erosione, sostiene la conservazione degli habitat naturali e crea opportunità economiche per le comunità coinvolte attraverso attività di vivaio, piantumazione, pesca e apicoltura. (VIDEO)

    Dalla nascita di Neya, nell’ambito della prima fase del progetto, sono già stati ripristinati 272 ettari, pari a oltre il 54% dell’obiettivo iniziale, attraverso la messa a dimora di mangrovie nelle regioni di Sofia e Melaky. A supporto delle attività di riforestazione sono stati realizzati 847 vivai e piantate quasi 1,8 milioni di piante. Gli interventi seguono una metodologia basata sui cicli di marea, che consente alle giovani piante di beneficiare di un’irrigazione naturale, favorendone l’attecchimento e la crescita. Il progetto integra agli obiettivi climatici, una forte componente di tutela della biodiversità: le attività di monitoraggio hanno infatti confermato la presenza, nell’area, di specie endemiche e minacciate, tra cui l’ibis sacro malgascio e l’airone del Madagascar, entrambe classificate come “in pericolo” nella Lista Rossa Iucn (International Union for Conservation of Nature). Realizzato in collaborazione con partner locali, il piano di ripristino è sviluppato secondo i requisiti dello standard internazionale Gold Standard.

    I benefici ambientali generati dall’iniziativa si inseriscono nel percorso di decarbonizzazione e nella strategia di sostenibilità del Gruppo Mundys. In questo contesto, il progetto contribuisce agli obiettivi del Climate Action Plan del Gruppo, tra i primi adottati nel settore delle infrastrutture di trasporto, che promuove la transizione energetica e la progressiva decarbonizzazione delle attività lungo l’intera catena del valore, con il traguardo della rimozione delle emissioni nette dirette (Scope 1 e 2) entro il 2040. In continuità con la prima fase, il progetto prevede il reinvestimento di parte dei benefici economici sul territorio a sostegno delle comunità locali. Le attività coinvolgono personale e lavoratori provenienti dalle aree interessate, contribuendo alla creazione di competenze e opportunità di reddito. Le attività di riforestazione proseguiranno per tutto il 2026 e 2027, con nuove piantumazioni previste nel corso dell’anno compatibilmente con le condizioni stagionali e climatiche locali, fino al completamento delle aree interessate dalla nuova fase di sviluppo del progetto. "Ma Honko è un progetto che cresce insieme alle comunità che lo rendono possibile. L’avvio della seconda fase conferma la solidità del lavoro svolto finora e ci permette di ampliare il nostro contributo agli obiettivi di decarbonizzazione del Gruppo Mundys, generando al tempo benefici concreti per il territorio'', ha dichiarato Ruggero Poli, Ceo di Neya.

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