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The Man With No Idea

6 Marzo 2023

Ultimo aggiornamento: 16:12 del 9 Marzo 2023

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra i Dott. Blondel e chi, per un metaverso o per un altro, sfugge alla distopia del non avere idee

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metaverso

In un tempo che apre i confini della realtà, L’Uomo Che Non Ha Idea, fra gli ulivi francesi e il metaverso, incontra i Dott. Blondel e tutti coloro che fanno di virtuale virtù, trascendendo limiti, circostanze e dimensioni per non perdere entusiasmo né fiducia nella ricerca di una nuova universale idea

Leggi articolo
20 Apr 2022

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee

Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee
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24 Dic 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra l’Identità, Pietrangelo Buttafuoco e chi dibatte con le proprie idee

dibattere con le proprie idee
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12 Ott 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jeff Bezos, Lidia Undiemi e chi sta lavorando al futuro delle idee

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diritti del lavoro
04 Ago 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Roselina Salemi e chi fra click e like, sfugge alla rete dei numeri e arriva alla fonte delle idee

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facebook
16 Mar 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee
12 Feb 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Marilyn Monroe, Januaria Piromallo e tutte le donne che non hanno idea di dove vada a finire l’amore

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29 Gen 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jacopo Fo, Federico Barbarossa e tutti gli appassionati di storie censurate e folli idee

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14 Dic 2020

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra John Lennon, Lucio Corsi e tutti coloro che non hanno mai smesso di immaginare

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VIDEO DI The Man With No Idea

11 Dic 2020

Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità

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Adn Kronos
  • 11:08 - Ramazzotti operato alle corde vocali, l'esperto: "Rischi del mestiere"

    Roma, 27 ago. (Adnkronos Salute) - "L’intervento alle corde vocali a cui si è sottoposto Eros Ramazzotti non è un evento insolito per chi canta. I cantanti, infatti, possono andare incontro con una certa frequenza a problemi alle corde vocali, soprattutto a causa dell’uso intensivo della voce". Così all'Adnkronos Salute Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giuseppe - Gruppo MultiMedica e professore all’Università degli Studi di Milano La Statale, esperto di disturbi della voce nei cantanti.

    I problemi alle corde vocali "possono essere diversi: dai noduli ai piccoli edemi, fino ad alcune formazioni benigne che possono comparire proprio a causa dell’uso intenso e prolungato della voce. Nella maggior parte dei casi – spiega l’esperto – il trattamento consiste nel riposo vocale e, quando necessario, nella logopedia, che aiuta a recuperare un corretto utilizzo della voce. In alcuni casi, però, in base al problema riscontrato, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico".

    Ramazzotti ha annunciato sui social la sospensione del tour e della tappa nordamericana del suo 'Una Storia Importante World Tour', che sarebbe dovuta partire da Toronto il 16 ottobre. Il programma prevedeva concerti anche a Boston, New York, Chicago, Miami e Los Angeles, prima di proseguire in America Latina, con tappe in Messico, Colombia, Cile e Brasile. Dopo l'operazione, il cantante ha rassicurato i suoi fan: "L’intervento alle corde vocali è andato bene. Vi ringrazio tutti per i messaggi di affetto e vicinanza".

    "Non so a quale tipo di intervento si sia sottoposto Ramazzotti – precisa Mozzanica – ma sicuramente dovrà affrontare un periodo di riabilitazione della voce. Il cantante ha dato appuntamento ai suoi fan al 2027. Da qui alla fine dell’anno mancano poco più di tre mesi: il tempo per recuperare, quindi, c’è" conclude.

  • 18:59 - Brignone: "Operazione ok, il ginocchio sta bene"

    Milano, 26 ago. (Adnkronos) - "Mi sono operata ieri, è andato tutto bene, ho tolto placca e viti, come vi ha già avvisato il dottor Panzeri. Sto bene". Eccole le prime parole di Federica Brignone, il giorno dopo l'operazione al ginocchio alla clinica La Madonnina di Milano.

    La fuoriclasse azzurra, bicampionessa olimpica a Milano Cortina 2026, è stata dimessa oggi dalla clinica La Madonnina di Milano: "Adesso avrò qualche giorno di stampelle per poi iniziare con la fisioterapia e quindi tornare a fare preparazione atletica. Sono molto contenta, il mio ginocchio sta bene e anch'io sto bene".

  • 18:45 - Europei volley, Italia-Francia 3-1: azzurre agli ottavi da prime nel girone

    Goteborg, 26 ago. (Adnkronos) - L’Italvolley accede agli ottavi di finale degli Europei da prima classificata del girone D, chiudendo la fase eliminatoria di Goteborg con un percorso perfetto: cinque vittorie in altrettante partite e appena un set concesso alle avversarie.

    Alla Scandinavium Arena, davanti a soli 863 spettatori, le azzurre hanno superato la Francia per 3-1 al termine di una sfida molto combattuta. A trascinare la squadra la solita Paola Egonu, miglior realizzatrice dell’incontro con 20 punti.

  • 16:12 - Suicidio assistito, in Lombardia il primo caso interamente gestito dal servizio sanitario

    Milano, 26 ago. (Adnkronos Salute) - E' morto ieri, 25 agosto, Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, dopo aver ottenuto l'assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo per attuare la propria scelta di ricorrere al suicidio medicalmente assistito. È la terza persona in Lombardia, il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l'intera fase attuativa, compresi l'assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l'individuazione del luogo nel quale procedere. Ne dà notizia l'Associazione Luca Coscioni.

    "Domenico aveva presentato la propria richiesta all'Asst Ovest Milanese l'8 novembre 2025. Dalla richiesta all’effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane", fa notare l'associazione in una nota.

    "Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, il collegio legale di studio e difesa di Domenico, coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, aveva presentato a fine maggio un ricorso d'urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.

    Dagli atti depositati dall'azienda sanitaria, ricostruisce l'associazione nella nota, era emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026, accertando a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l'accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione. La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio. Il 25 giugno l'Asst aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni di Domenico. Lo scorso 23 giugno, in udienza, Domenico aveva espresso direttamente al giudice il peso dell'attesa: "Sono stanco, non ne posso più".

    Il percorso si è infine concluso all'interno del Servizio sanitario regionale lombardo, non limitandosi alla verifica dei requisiti. Il servizio pubblico ha organizzato anche la fase attuativa: il personale sanitario disponibile su base volontaria, il farmaco e la strumentazione necessari, la modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni di Domenico, l'assistenza sanitaria e il luogo nel quale esercitare la propria scelta. Sono stati inoltre utilizzati diversi strumenti di tutela, elenca l'associazione: l'amministratore di sostegno, che lo ha affiancato negli aspetti amministrativi; l'Ufficio di Pubblica Tutela Ovest Milanese al quale sono stati segnalati i ritardi; e, infine, la tutela giudiziaria urgente. "Le decisioni relative alle cure e all'autodeterminazione sono rimaste di Domenico, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli - spiega l'associazione - Domenico ha inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica, attivando la procedura prevista".

    La "Regione Lombardia non aveva dato notizia" del caso di suicidio assistito interamente gestito dal servizio sanitario regionale "per una ragione molto semplice: rispettare la volontà espressamente manifestata dal paziente, prima della procedura, che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata. Dal momento che altri hanno purtroppo deciso di rendere pubblica la vicenda, possiamo confermare che il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle procedure previste dalle indicazioni regionali e in osservanza dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale". Lo dichiara in una nota l'assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, evidenziando che "trasformare una vicenda così intima in uno strumento di battaglia mediatica significa non rispettare innanzitutto la persona, la sua volontà e la sua dignità".

    "Su temi tanto delicati - conclude l'assessore - credo che le istituzioni abbiano un dovere preciso: applicare le regole, garantire i diritti e, soprattutto, rispettare le persone e le loro scelte, senza strumentalizzazioni".

  • 15:59 - Malaria in aeroporto in Germania, gli esperti: "Campanello d'allarme, ma il rischio resta contenuto"

    Roma, 26 ago. (Adnkronos Salute) - Allerta all’aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori hub europei, dove un dipendente è morto e altri cinque sono risultati positivi alla malaria. A riportarlo è il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport, la società che gestisce lo scalo. Tutti i casi riguardano personale aeroportuale.

    Per Matteo Bassetti, infettivologo e professore di Malattie infettive all'Università di Genova, il caso di Francoforte, spiega all'Adnkronos Salute, "è un campanello d'allarme: bisogna sorvegliare i voli a rischio e prestare attenzione ai passeggeri sintomatici, sia quelli provenienti da Paesi endemici sia quelli semplicemente transitati".

    La malaria aeroportuale "è una forma che conosciamo: attraverso gli aerei e i bagagli provenienti da Paesi, dove la patologia è endemica, può arrivare anche la zanzara Anopheles e restare nell'area dell'aeroporto, contagiando lavoratori o passeggeri".

    Esiste anche la cosiddetta "malaria da bagagli": "Difficile che la zanzara possa riprodursi, ma in condizioni favorevoli può vivere per un tempo determinato e colpire, come accaduto nello scalo di Francoforte".

    La malaria aeroportuale è un fenomeno raro, ma conosciuto: negli anni si sono verificati casi sporadici anche in Paesi non endemici, Italia compresa. Secondo Massimo Andreoni, professore emerito dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Collegio dei probiviri della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e del Consiglio superiore di sanità, il rischio attuale resta molto basso. La malaria aeroportuale è, dice all'Adnkronos Salute, "un rischio noto da anni, anche se si tratta di un fenomeno raro".

    Il caso di Francoforte "ci ricorda quanto sia importante mantenere efficace il monitoraggio negli aeroporti. Con l'aumento dei voli internazionali può accadere che arrivino anche zanzare infette, trasportate accidentalmente dagli aerei, che potrebbero determinare singoli casi o, più raramente, piccoli focolai epidemici”. In Italia "il pericolo rimane limitato". Sono presenti alcune specie di Anopheles, "tra cui la Labranchiae, che può trasmettere il plasmodium, il parassita responsabile della malaria". La presenza di queste zanzare "significa che, in caso di arrivo di una zanzara infetta, non si può escludere del tutto la possibilità di una trasmissione locale". Eventuali focolai sarebbero, comunque, “circoscritti alle aree in prossimità dei grandi aeroporti e porti internazionali”.

    Andreoni sottolinea che le Anopheles "non sono generalmente in grado di percorrere grandi distanze autonomamente: possono spostarsi per alcune centinaia di metri". Il rischio resta, quindi, "prevalentemente circoscritto alle aree vicine al luogo in cui dovesse arrivare una zanzara infetta, a meno che l’insetto non venga trasportato accidentalmente all'interno di bagagli, valigie o altri materiali".

    È "sicuramente un evento raro" il focolaio di malaria, registrato all'aeroporto di Francoforte, "ma bisogna comunque prestare attenzione e vigilare", osserva parlando con l'Adnkronos Salute Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all’Università Vita‑Salute San Raffaele.

    Questo tipo di infezione, spiega Rezza, "viene definito 'malaria aeroportuale' perché dovuto alla puntura di una o più zanzare 'importate' da Paesi endemici attraverso i viaggi aerei". In casi ancora più rari, aggiunge, la malaria può essere trasmessa da una zanzara che fuoriesce da una valigia, ipotesi collegata ai casi di "malaria criptica", ovvero infezioni che insorgono in persone che vivono in aree non malariche e non hanno viaggiato. In Italia, ricorda l'epidemiologo, "nel corso degli anni sono stati identificati una decina di casi criptici, ma mai un cluster aeroportuale come quello segnalato in Germania".

    Per il futuro, conclude Rezza, "i cambiamenti climatici e la globalizzazione di uomini e vettori potrebbero aumentare il rischio di circolazione dei plasmodi malarici, ma per ora quello di Francoforte appare come un fenomeno isolato".

  • 15:59 - Suicidio assistito, in Lombardia il primo caso interamente gestito dal servizio sanitario

    Milano, 26 ago. (Adnkronos Salute) - E' morto ieri, 25 agosto, Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, dopo aver ottenuto l'assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo per attuare la propria scelta di ricorrere al suicidio medicalmente assistito. È la terza persona in Lombardia, il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l'intera fase attuativa, compresi l'assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l'individuazione del luogo nel quale procedere. Ne dà notizia l'Associazione Luca Coscioni.

    "Domenico aveva presentato la propria richiesta all'Asst Ovest Milanese l'8 novembre 2025. Dalla richiesta all’effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane", fa notare l'associazione in una nota.

    "Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, il collegio legale di studio e difesa di Domenico, coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, aveva presentato a fine maggio un ricorso d'urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.

    Dagli atti depositati dall'azienda sanitaria, ricostruisce l'associazione nella nota, era emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026, accertando a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l'accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione. La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio. Il 25 giugno l'Asst aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni di Domenico. Lo scorso 23 giugno, in udienza, Domenico aveva espresso direttamente al giudice il peso dell'attesa: "Sono stanco, non ne posso più".

    Il percorso si è infine concluso all'interno del Servizio sanitario regionale lombardo, non limitandosi alla verifica dei requisiti. Il servizio pubblico ha organizzato anche la fase attuativa: il personale sanitario disponibile su base volontaria, il farmaco e la strumentazione necessari, la modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni di Domenico, l'assistenza sanitaria e il luogo nel quale esercitare la propria scelta. Sono stati inoltre utilizzati diversi strumenti di tutela, elenca l'associazione: l'amministratore di sostegno, che lo ha affiancato negli aspetti amministrativi; l'Ufficio di Pubblica Tutela Ovest Milanese al quale sono stati segnalati i ritardi; e, infine, la tutela giudiziaria urgente. "Le decisioni relative alle cure e all'autodeterminazione sono rimaste di Domenico, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli - spiega l'associazione - Domenico ha inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica, attivando la procedura prevista".

  • 12:03 - Melanoma, nuove speranze da vaccino sperimentale di Moderna e Msd: "Risultati promettenti"

    Roma, 19 ago. (Adnkronos Salute/Afp) - Un vaccino sperimentale a mRna è riuscito a prevenire la recidiva o la diffusione del melanoma in uno studio, condotto su pazienti affetti dalla forma di patologia più complessa. L'annuncio arriva da Moderna e dal suo partner Msd. Si apre così la strada a un trattamento potenzialmente innovativo in grado di prolungare la vita delle migliaia di persone a cui ogni anno viene diagnosticato questo tumore della pelle potenzialmente letale.

    Lo studio di fase 3 ha coinvolto pazienti sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione di un melanoma con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. "Si tratta del primo annuncio di risultati positivi di fase 3 per una terapia oncologica basata su mRna", hanno dichiarato Msd e Moderna in un comunicato congiunto. Il vaccino a mRna, somministrato in combinazione con l'immunoterapico Keytruda di Msd, ha raggiunto gli obiettivi chiave dello studio di fase 3 condotto su oltre 1.100 pazienti affetti da melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato, i quali erano stati sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione completa della massa tumorale.

    "I risultati odierni rappresentano una pietra miliare per il trattamento adiuvante del melanoma. Si tratta del primo studio di fase 3 a dimostrare che Intismeran - un trattamento sviluppato sulla base dell'esclusiva 'impronta digitale' mutazionale del tumore del singolo paziente - somministrato in combinazione con Pembrolizumab, è in grado di ridurre il rischio di recidiva o morte in pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato, rispetto al solo Keytruda", ha spiega la professoressa Georgina Long, che ha guidato lo studio de direttrice medica del Melanoma Institute Australia nonché professoressa di Oncologia Medica del melanoma dell'Università di Sydney, nella nota della Msd -. La combinazione di Intismeran e Pembrolizumab ha il potenziale di stabilire un nuovo paradigma terapeutico nel contesto del trattamento adiuvante del melanoma, aiutando i pazienti a rimanere liberi dalla malattia più a lungo".

    "Intervenendo più precocemente nel decorso della malattia, quando molti tumori sono considerati più trattabili, l'obiettivo della terapia adiuvante somministrata dopo l'intervento chirurgico è aumentare le probabilità di guarigione per un maggior numero di pazienti", ha affermato Dean Y. Li, presidente dei Msd, che ha aggiunto "questi primi risultati di fase 3 relativi a Intismeran in combinazione con Keytruda come terapia adiuvante confermano le potenzialità di un approccio più personalizzato alla cura del cancro. Riteniamo che le terapie basate su neoantigeni personalizzati abbiano il potenziale di ridefinire il trattamento dei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato. Insieme a Moderna, attendiamo con interesse di presentare i dati dello studio 'INTerpath-001' in occasione di un congresso medico internazionale e di condividerli con le autorità regolatorie”.

    "Siamo contenti ed è la conferma dell'ottimismo che c'era già per i risultati di fase 2 che erano andati bene" dice all'Adnkronos Salute Paolo Ascierto, oncologo e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli. "Ora quelli di fase 3 sembrano promettenti. E' una ulteriore rivoluzione nel campo della lotta al melanoma ma non solo. Siamo all'inizio di una grande svolta nel campo dell'oncologia: nella terapia adiuvante l'immunoterapia aveva raggiunto già certi risultati, ora con questo vaccino terapeutico - non preventivo va precisato - personalizzato a mRna aumentano i benefici e diminuiscono le ricadute dei pazienti già operati" per un melanoma in stadio avanzato.

    In Italia quale potrebbe essere la platea di pazienti candidabili una volta ottenute le autorizzazione da parte di Fda, Ema e Aifa? "Una stima può essere di circa 3mila persone", risponde Ascierto. L'oncologo aggiunge che "ora aspettiamo i dati che saranno presentati presto in un convegno scientifico, è solo l'inizio per i vaccini mRna anti-tumore. Infatti - ricorda - ci sono diverse sperimentazioni per altre neoplasie come il polmone, il rene, sul pancreas c'è un campo interessante di ricerche".

    Moderna è stata insieme a Pfizer-BioNTech una delle prime a sviluppare e commercializzare su larga scala un vaccino contro il Covid-19 basato sulla tecnologia a mRna. "Per molti anni, l'idea di creare un trattamento a mRna, progettato specificamente per il tumore di un singolo individuo era difficile da immaginare. Oggi stiamo contribuendo a trasformare quella visione in realtà", ha affermato Stéphane Bancel, ceo di Moderna. In seguito alla diffusione di questi risultati sul vaccino anti-melanoma, le azioni di Moderna hanno registrato un forte rialzo pre-apertura alla borsa di New York. Msd e Moderna intendono ora presentare i dati a un prossimo convegno scientifico e avviare l'iter per ottenere l'approvazione normativa del trattamento.

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