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The Man With No Idea

6 Marzo 2023

Ultimo aggiornamento: 16:12 del 9 Marzo 2023

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra i Dott. Blondel e chi, per un metaverso o per un altro, sfugge alla distopia del non avere idee

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metaverso

In un tempo che apre i confini della realtà, L’Uomo Che Non Ha Idea, fra gli ulivi francesi e il metaverso, incontra i Dott. Blondel e tutti coloro che fanno di virtuale virtù, trascendendo limiti, circostanze e dimensioni per non perdere entusiasmo né fiducia nella ricerca di una nuova universale idea

Leggi articolo
20 Apr 2022

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee

Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra il mondo degli NFT CO₂ free, Bosco Spaggiari e chi è pronto a decarbonizzare le sue idee
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24 Dic 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra l’Identità, Pietrangelo Buttafuoco e chi dibatte con le proprie idee

dibattere con le proprie idee
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12 Ott 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jeff Bezos, Lidia Undiemi e chi sta lavorando al futuro delle idee

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diritti del lavoro
04 Ago 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Roselina Salemi e chi fra click e like, sfugge alla rete dei numeri e arriva alla fonte delle idee

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facebook
16 Mar 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee

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Copertina di L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Efrem Raimondi e tutti gli ingenui che non delegano ai migliori le migliori idee
12 Feb 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Marilyn Monroe, Januaria Piromallo e tutte le donne che non hanno idea di dove vada a finire l’amore

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29 Gen 2021

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra Jacopo Fo, Federico Barbarossa e tutti gli appassionati di storie censurate e folli idee

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14 Dic 2020

L’Uomo Che Non Ha Idea incontra John Lennon, Lucio Corsi e tutti coloro che non hanno mai smesso di immaginare

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VIDEO DI The Man With No Idea

11 Dic 2020

Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità

Copertina di Un viaggio lontano dalle opinioni per trovare uomini e fatti che hanno influenzato l’umanità
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Adn Kronos
  • 15:44 - Nations League, Italvolley ko al tie-break con il Giappone

    Osaka, 15 lug. - (Adnkronos) - L'Italvolley incassa la prima sconfitta nella Pool 9 della Volleyball Nations League, in corso all'Asue Arena di Osaka, al cospetto dei padroni di casa del Giappone. L'Italia è stata infatti superata 2-3 (26-26, 19-25, 20-25, 25-23, 12-15) dopo essersi aggiudicata il primo e quarto set set, al termine di una gara intensa, combattuta e giocata a viso aperto da entrambe le formazioni, che hanno regalato spettacolo agli oltre 10.000 spettatori presenti, facendo registrare il tutto esaurito. Con questo successo il Giappone si conferma sempre più leader della classifica generale, salendo a quota nove vittorie, mentre l'Italia resta ferma a cinque successi. Giannelli e compagni torneranno in campo domani 16 luglio alle ore 8.30 italiane, per affrontare il Belgio nel secondo impegno della Pool 9. La formazione belga è stata superata 3-0 da Cuba nel match d'esordio. La sfida sarà trasmessa in diretta su Dazn e in streaming su Vbtv.

  • 15:42 - Pettenon Cosmetics, quinto bilancio sostenibilità: "Neutralità carbonica e 100% energia da rinnovabili"

    Roma, 15 lug. (Adnkronos) - Neutralità carbonica su tutti i siti, 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili e 156 milioni distribuiti agli stakeholder. Pettenon Cosmetics Spa Sb, tra i gruppi italiani di riferimento nella cura professionale dei capelli e società benefit dal 2021, presenta il quinto bilancio di sostenibilità, il primo elaborato a perimetro completo con l’inclusione di tutti e tre i siti produttivi del gruppo. Per la prima volta, la rendicontazione è stata costruita anche attraverso un’analisi di doppia materialità, che consente di valutare in modo integrato sia gli impatti generati sull’ambiente e sulla società, sia i rischi e le opportunità che i temi Esg rappresentano per il business. I risultati dell’analisi costituiscono la base del Piano Esg 2026–2028. Nell'anno in cui celebra gli 80 anni dalla fondazione, Pettenon Cosmetics chiude il 2025 con un fatturato consolidato di 182,3 milioni di euro, una presenza in oltre 100 Paesi e il 67% delle vendite generate sui mercati internazionali. Il valore economico generato ha raggiunto 188 milioni di euro, di cui 156 milioni distribuiti agli stakeholder, tra dipendenti, fornitori, partner, territorio e comunità.

    "Gli 80 anni rappresentano per Pettenon Cosmetics una responsabilità prima ancora che un traguardo - dice Luigi Ambrosini, amministratore delegato di Pettenon Cosmetics -. La nostra storia ci consegna una base industriale solida, oggi il nostro compito è rafforzarla per sostenere una nuova fase di sviluppo internazionale. Questo significa lavorare con disciplina sulle leve che determinano la competitività: qualità dei processi, controllo della filiera, innovazione di prodotto, misurazione degli impatti e capacità di generare valore nel tempo. Il Bilancio di sostenibilità ci consente di leggere questi elementi in modo integrato, come parti di un unico modello d’impresa". Sul piano della transizione energetica, il 2025 segna un avanzamento rilevante: Pettenon Cosmetics ha esteso la neutralità carbonica (Scope 1 e Scope 2) a tutti e tre i siti produttivi del Gruppo, compensando 408,6 tonnellate di CO₂ residue. A San Martino di Lupari, il nuovo parco fotovoltaico Helios (1.896 pannelli su oltre 3.700 metri quadrati) inaugurato nel 2025 produce circa un milione di kWh all’anno, coprendo il 30% del fabbisogno energetico del sito. Il restante consumo di energia elettrica del Gruppo è garantito al 100% da fonti rinnovabili.

    Prosegue il lavoro di efficientamento nell’utilizzo di acqua e materiali. Nel 2025 il consumo idrico a San Martino di Lupari si è ridotto del 30% rispetto al 2023, grazie al recupero delle acque di raffreddamento e all’ottimizzazione dei processI. Nello stesso sito, oltre il 99% dei rifiuti è stato avviato a recupero. Sul fronte del packaging, il Gruppo ha evitato l’utilizzo di 273 tonnellate di plastica vergine, portando la quota di materiale riciclato al 15% a livello complessivo e al 25% sui brand proprietari. L’88,4% delle materie prime acquistate presenta, inoltre, un indice di origine naturale superiore a 0,5 secondo lo standard Iso 16128, in crescita rispetto al 75% del 2024. Si rafforzano anche le iniziative ambientali sul territorio e a tutela degli ecosistemi. Attraverso la partnership con Ogyre, Pettenon Cosmetics ha già contribuito al recupero di oltre 44.000 chili di rifiuti plastici marini e costieri nell’ambito di un programma biennale da 88.000 chili. Con ClimatePartner e 4Tree ha sostenuto la piantumazione di 1.382 alberi sull’altopiano di Asiago, nelle aree colpite dalla tempesta Vaia.

    L’impegno verso le persone resta centrale nel modello del Gruppo. Nel 2025 Pettenon Cosmetics conta 616 dipendenti, con una presenza femminile pari al 55% della forza lavoro e al 53% nei ruoli quadro. L’azienda ha ottenuto la Certificazione parità di genere Uni/PdR 125 e ha erogato 9.778 ore di formazione. Nel corso dell’anno ha destinato 428.000 euro a iniziative sociali e territoriali, confermando le collaborazioni con Fondazione Umberto Veronesi per la ricerca oncologica e con Progetto Quid per l’inclusione lavorativa di persone in condizione di fragilità. Il Gruppo rinnova, inoltre, l’adesione al Global Compact delle Nazioni Unite e ai Women’s Empowerment Principles, confermando l’integrazione di questi principi nella propria cultura d’impresa. "Il Bilancio di sostenibilità 2025 - si legge in una nota - conferma una traiettoria di crescita responsabile e misurabile. Nei prossimi anni il Gruppo concentrerà il proprio impegno su un piano strutturato di decarbonizzazione progressiva, sulla mappatura delle emissioni Scope 3 e sul rafforzamento del presidio ESG lungo l’intera catena del valore".

  • 15:40 - Tomografia computerizzata, raccomandazioni di Sirm e Aiom per oncologi e radiologi

    Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - Per la prima volta in Europa 2 società scientifiche si sono unite per sviluppare raccomandazioni per una pratica clinica sulla tomografia computerizzata. La Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) e l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) hanno prodotto un documento congiunto per la compilazione del modulo di richiesta dell'esame diagnostico per immagini e la successiva refertazione radiologica. L'obiettivo - informano le società scientifiche una nota - è favorire una comunicazione più efficace tra i professionisti coinvolti, supportare un uso appropriato dell'imaging diagnostico e migliorare la qualità e l'omogeneità dell'assistenza oncologica. Il documento è stato di recente pubblicato sul Sistema nazionale Linee guida dell'Istituto superiore di sanità.

    "Vogliamo migliorare gli esiti clinici e la continuità del percorso di cura per i nostri pazienti - afferma Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom - La tomografia computerizzata è uno degli esami più diffusi in ambito oncologico e viene utilizzato nella gestione di molti tumori tra cui quelli al seno, polmone, colon-retto o vescica. L'assistenza ai malati è sempre più affidata ai team multidisciplinari con i quali è possibile pianificare i trattamenti migliori anche grazie ad una stadiazione più accurata della neoplasia. Il nostro nuovo documento va nella direzione di un rafforzamento dell'alleanza tra gli oncologi e i radiologi. Un'adeguata comunicazione e collaborazione tra questi professionisti favorisce una più corretta gestione del singolo caso di cancro". Come radiologi "siamo sempre più chiamati a dare risposte chiare e soddisfacenti alle domande degli oncologi medici - aggiunge Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm - A nostra volta abbiamo bisogno però di indicazioni precise da parte dei colleghi. La richiesta dell'esame deve essere arricchita da informazioni cliniche adeguate e dai dati relativi al paziente. Sono tutti elementi che agevolano l'interpretazione delle immagini e consentono anche di ottimizzare la tecnica di acquisizione. Ogni professionista in Italia potrà ora beneficiare di raccomandazioni uniformi di buona pratica clinica. Il documento suggerisce delle norme condivise e prestabilite in grado di migliorare il lavoro di tutti".

    In oncologia "negli ultimi anni vi è una crescente consapevolezza sulla così detta medicina personalizzata - concludono i rappresentanti di Sirm e Aiom - Si basa sul principio che sia necessario soffermarsi maggiormente sulla cura complessiva della persona piuttosto che solo ed esclusivamente sulla malattia. I tumori sono oltre 200 diverse patologie e per molte di queste sono stati raggiunti risultati importanti in termini di sopravvivenza e guarigione. Anche la personalizzazione dei trattamenti e la gestione multidisciplinare-multiprofessionale del cancro hanno permesso di ottenere questi successi. Servono indicazioni precise e aggiornate sui diversi aspetti dell'assistenza che deve essere garantita alla persona colpita da cancro. Le nuove raccomandazioni - concludono - sono rivolte a tutti i clinici e i radiologi e in particolare a quelli che non lavorano in centri di riferimento".

  • 15:25 - Sanità, Salutequità: "A 2 anni da legge liste attesa solo 2 Regioni adempienti su tempi massimi"

    Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - "Sono trascorsi 2 anni dall'approvazione della legge sulle liste di attesa e tra le novità più rilevanti introdotte c'è la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa. Proprio grazie all'ultima versione della piattaforma, se da una parte sappiamo, come ci ha anche detto l'Agenas, che la capacità delle Regioni di rispettare i tempi massimi di attesa è in miglioramento rispetto al 2025, dall'altra, dai dati pubblicati sulla stessa piattaforma, aggiornati a giugno 2026, è allarme sul rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dalla legge", con solo 2 Regioni che si rivelano quest'anno adempienti per il rispetto dei tempi massimi per le visite e solo 2 Regioni per il rispetto dei tempi degli esami. Lo spiega Tonino Aceti, presidente di Salutequità il cui Osservatorio, a giugno 2026, ha realizzato un'analisi sui dati contenuti nella Piattaforma nazionale sulle liste di attesa gestita dall'Agenas e relativi al periodo gennaio-maggio 2026. A rispettare i tempi per le prime visite sono Basilicata e Marche, mentre per gli esami diagnostici sempre la Basilicata insieme al Veneto.

    Più nel dettaglio, riferisce Aceti, "per le prime visite, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B (Breve, 10 giorni), D (Differita, 30 giorni) e P (Programmata, 120 giorni) in almeno il 90% dei casi; per gli esami diagnostici, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi. Infatti, secondo il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) 2019-2021 (vigente a maggio 2026), per tutte le prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio (visite specialistiche e prestazioni strumentali) il tempo massimo di attesa indicato dalla Regione e Provincia autonoma dovrà essere garantito (ai fini del monitoraggio) almeno per il 90% delle prenotazioni con classi di priorità B e D, riferite a tutte le strutture sanitarie. E a decorrere dal 2020 il monitoraggio sarà esteso anche alla classe P". Il 90% è quindi la soglia di garanzia prevista dal Pngla 2019-21 e confermata anche dal nuovo Pngla 2026-28, approvato a giugno 2026, per la piena adempienza delle Regioni in materia di rispetto dei tempi di attesa.

    Secondo l'analisi realizzata da Salutequità, "le Regioni che nei primi 5 mesi del 2026 sono in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per le prime visite con codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi sono la Basilicata (anche se per la classe di priorità U - Urgente, 3 giorni - non viene riportato alcun dato) e le Marche. Il Veneto invece riesce a centrare il risultato per i codici B e P, mentre per la classe D è lievemente sottosoglia. Anche il Lazio si avvicina alla soglia di garanzia del 90% per le classi B e D (ma non la raggiunge), mentre è pienamente adempiente sulla classe P. Particolarmente distanti dalla soglia di garanzia la Puglia, la Provincia autonoma di Trento, Umbria, Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. La soglia di garanzia del 90% dei casi di rispetto dei tempi di attesa viene ampiamente centrata, in media a livello nazionale, solo in ambito oncologico (95,9%). Arrancano dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica 66,6% e urologia 68,7%. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, risultano pienamente adempienti rispetto alla soglia di garanzia la Regione Basilicata (anche se per la classe di priorità U non viene riportato alcun dato) e il Veneto. Più critiche invece Umbria, Sicilia, Puglia, Pa Trento, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. Praticamente in Italia solo 6.862.469 di cittadini vedono rispettati i tempi massimi di attesa previsti dalla legge, cioè l'11,64%".

    Per un’analisi più completa e ragionata, "questi dati sul rispetto dei tempi di attesa, che emergono dalla piattaforma - evidenzia Aceti - andrebbero letti in combinato disposto anche con altre evidenze. Innanzitutto, la piattaforma monitora i tempi di attesa di sole 55 prestazioni di specialistica ambulatoriale (esami diagnostici e prime visite) su 2.108, cioè il 2,61%, quindi una parte molto residuale di tutte le prestazioni garantite nei Lea. Anche l'eventuale adempienza delle Regioni è quindi relativa ad una quota molto parziale di prestazioni, non sufficiente a fotografare la reale e piena capacità delle Regioni di garantire il rispetto del diritto dei cittadini ad ottenere tutte le cure nei tempi giusti". In secondo luogo, "alcune Regioni presentano una percentuale di prenotazioni con classi di priorità P di gran lunga superiori alle altre. È il caso della Basilicata che, pur essendo adempiente su classi B, D, e P, mentre nessun dato è disponibile per la classe di priorità U, ha l'85% di prenotazioni in classe P, contro l'8,8% dell'Emilia Romagna e il 7,8% della Toscana (dati Agenas)", sottolinea.

    In conclusione, sintetizza il presidente di Salutequità, "i dati ci restituiscono un quadro di un'Italia che ha grandi difficoltà a garantire il diritto dei cittadini ad ottenere un accesso tempestivo alle cure e con profonde differenze tra Regioni. Se la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa rappresenta un risultato e un'innovazione importante nella governance del Ssn, i margini per un suo rafforzamento, anche in una chiave di trasparenza e accountability, sono ancora molto importanti e un imperativo categorico per il sistema. Innanzitutto, i dati contenuti nella piattaforma dovrebbero rilevare e concorrere alla valutazione istituzionale della capacità delle Regioni di garantire i Lea, arricchendo con batterie di indicatori l'attuale Nuovo sistema di garanzia dei Lea, che attualmente ha un solo indicatore 'core' sulle liste di attesa".

    La piattaforma dovrebbe inoltre "essere aggiornata in tempo reale. Ad oggi è ancora ferma a maggio 2026. Le prestazioni monitorate sono ancora troppo poche rispetto all'intero paniere Lea. Manca una sezione che renda chiaro ai cittadini, con un quadro di insieme, quali siano le Regioni che garantiscono i tempi massimi di attesa, rispettando la soglia di garanzia del 90% dei casi, prevista dalla legge. Non ci sono sezioni e dati sull'attivazione e sull'efficacia dei percorsi di tutela per i cittadini (salta code) attivabili quando le Regioni non siano in grado di rispettare i tempi massimi di attesa. Manca inoltre una sezione che illustri le caratteristiche degli ambiti di garanzia delle Regioni, cioè l'ambito di territorio entro il quale devono essere garantiti i tempi massimi di attesa, nonché il loro livello di rispetto dello standard nazionale e cioè 'raggiungibilità e prossimità'. Infine, non c'è ancora una sezione dedicata all'informazione al cittadino sulle modalità di tutela dei suoi diritti in caso di superamento dei tempi massimi di attesa e anche sui suoi doveri", conclude Aceti.

  • 15:03 - Rider: Confintesa, attenzione su sciopero, nostro Ccnl già depositato al Cnel

    Roma, 15 lug. (Adnkronos/Labitalia) - In relazione allo sciopero dei rider di Glovo e Deliveroo indetto per il 15 luglio a Firenze, Confintesa esprime attenzione tecnica al tema e osserva che la mobilitazione documenta la persistenza del modello di remunerazione a cottimo nel food delivery, anche a seguito dei procedimenti giudiziari in corso e in vigenza del DL 62/2026. "La vicenda di Firenze - dichiara il segretario generale confederale Francesco Prudenzano - mostra che la protezione retributiva del lavoratore non si realizza soltanto con l'aumento nominale della tariffa a consegna, ma richiede un impianto contrattuale che riconosca il tempo di connessione effettivo e le condizioni di lavoro reali. È questo il senso del compenso per il tempo di disponibilità operativa e delle maggiorazioni per condizioni meteorologiche avverse".

    Confintesa ricorda di aver sottoscritto, unitamente a Co.n.a.p.i. nazionale, un Ccnl settoriale specifico per le piattaforme digitali di consegna e la logistica urbana dell'ultimo miglio, depositato al Cnel il 5 maggio scorso. Il contratto prevede, tra gli altri istituti: un compenso minimo per il tempo di connessione senza ordini assegnati; maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e in condizioni meteorologiche avverse; compenso aggiuntivo per la distanza percorsa oltre una soglia predeterminata; disciplina della trasparenza algoritmica con diritto di riesame umano delle decisioni automatizzate; limiti giornalieri e settimanali di connessione con riposo minimo garantito; bilateralità di settore e sanità integrativa.

    "Non è mancata la contrattazione - conclude Prudenzano - è mancata l'applicazione. Fino a quando gli strumenti contrattuali depositati non trovano operatori che li adottino, la protezione dei lavoratori resta un tema di sistema".

  • 14:53 - Anti-Hpv, esperti: "In Campania dai 9 anni, somministrato in scuole e ospedali"

    Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - La vaccinazione contro il Papillomavirus umano (Hpv) rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione oncologica oggi disponibili. In Campania, le aziende sanitarie stanno rafforzando le strategie per aumentare le coperture, puntando su un accesso sempre più capillare e precoce al vaccino. L’anti-Hpv “si rivolge principalmente agli adolescenti - spiega Maria Rosaria Granata, direttore del Distretto sanitario 42 di Casavatore dell’Asl Napoli 2 Nord”. L’obiettivo di copertura dei Lea- Livelli essenziali di assistenza “riguarda i quindicenni, ma il vaccino può essere somministrato già a partire dai 9 anni - aggiunge - Quanto prima viene effettuato, tanto maggiore è la sua efficacia, perché protegge prima dell’inizio dell’attività sessuale. In Campania - precisa - è offerto gratuitamente ai maschi nati dal 2006, alle donne fino ai 31 anni e alle categorie a rischio, comprese le donne con lesioni da Hpv. Anche dopo un tumore della cervice uterina la vaccinazione resta consigliata, perché protegge dagli altri ceppi oncogeni non ancora contratti”. (VIDEO)

    Come puntualizza Lucia Marino, direttrice del dipartimento di prevenzione della Asl Napoli 1 Centro, “l’infezione da Hpv interessa principalmente le mucose genitali e orali e, pur avendo nella maggior parte dei casi un decorso benigno, può evolvere in lesioni precancerose e successivamente in tumore della cervice uterina. Per questo motivo bisogna mettere in campo quanti più strumenti possibili per far aderire alla vaccinazione anti-Hpv che abbiamo a disposizione”. All’Asl Napoli Centro si “stanno adottando una serie di iniziative proprio per allargare quanto più possibile la platea delle persone”. In particolare “nella fascia dei giovani che possono sottoporsi alla vaccinazione anti-Hpv, attraverso i nostri centri presenti presso tutti i distretti sanitari, ma anche attraverso i consultori e il cosiddetto ‘ospedale che vaccina’: anche per chi è ricoverato, soprattutto nei reparti di ginecologia, si considera di offrire la vaccinazione anti-Hpv”. Una nuova iniziativa riguarda “la firma di un protocollo d’intesa, anche attraverso l’Ufficio scolastico regionale - sottolinea Marino - per andare noi direttamente nelle scuole a vaccinare, previa chiaramente una campagna di divulgazione e comunicazione sull’importanza di vaccinarsi per proteggersi da una malattia che può avere un’evoluzione veramente drammatica nel cancro della cervice”.

    L’infezione da Papillomavirus “è molto diffusa - afferma Granata - Soprattutto nelle donne, nel corso della vita, è frequente. Nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente. Tuttavia, quando l’infezione persiste può cronicizzare e favorire l’insorgenza di tumori. Oltre al tumore della cervice uterina, sono in aumento altre patologie strettamente correlate all’Hpv, come i carcinomi del pene e quelli del distretto testa-collo. È particolarmente preoccupante l’aumento esponenziale di queste forme tumorali. Per questo, accanto agli screening, è fondamentale la prevenzione primaria rappresentata dalla vaccinazione, che protegge dai principali ceppi oncogeni responsabili della trasformazione delle lesioni in tumore”.

    Per incrementare le adesioni, l’Asl Napoli 2 Nord ha già attivato diverse iniziative di recupero vaccinale. “Abbiamo dedicato pomeriggi e sabati mattina esclusivamente alla vaccinazione anti-Hpv - prosegue Granata - Nel Distretto sanitario 42 è inoltre attivo un centro vaccinale Hpv Open Day, aperto ogni domenica mattina senza prenotazione, al quale possono accedere liberamente ragazzi e ragazze”. Particolare attenzione viene inoltre riservata “alle donne nate nel 1995 e nel 1996, che quest’anno perderanno il diritto all’anti-Hpv. È importante iniziare il ciclo vaccinale entro i termini previsti: effettuando la prima dose, anche le successive resteranno gratuite. Il ciclo vaccinale prevede due dosi fino ai 14 anni - ricorda - e tre dosi dai 15 anni in poi”. La vaccinazione, aggiunge Granata, non richiede la prescrizione medica salvo casi particolari. Il Piano regionale coinvolge pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, centri vaccinali, ospedali e scuole. Anche all’Asl Napoli 2 Nord il vaccino viene già proposto anche nei presidi ospedalieri e sono in programma interventi direttamente negli istituti scolastici, anche attraverso unità mobili. “Tra tutti i vaccini, quello contro l’Hpv è quello che mi sta più a cuore, perché previene il cancro - rimarca Granata - L’esempio dell’Australia dimostra che, grazie alle elevate coperture vaccinali, il tumore della cervice uterina può diventare un problema residuale

  • 14:48 - **Cagliari: giallo a Maracalagonis, madre e figlio trovati morti in casa**

    Cagliari, 15 lug. (Adnkronos) - E' giallo a Maracalagonis, centro dell'hinterland di Cagliari. I corpi di due persone, madre e figlio di 89 e 59 anni, sono stati trovati morti nella loro abitazione in via San Giacomo. Sul posto sono accorsi i Carabinieri e il 118. Sta giungendo anche il magistrato di turno insieme al medico legale.

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