I biglietti a 32 euro e la "leva obbligatoria" in una band - 4/5
Di fronte alle polemiche sui concerti nei piccoli club proposti a prezzi inaccessibili da altri artisti (come Marco Mengoni, che li ha paragonati a una “cena stellata”), Zanotti non polemizza ma fissa un paletto inequivocabile per le imminenti date del suo gruppo: “Trentadue euro, 32 come i miei anni, o anche come una cena in trattoria“. Una scelta precisa: “Non conosco i prezzi degli altri colleghi e non so se siano giusti o sbagliati. Per noi è un modo per tornare al nostro passato. Suoniamo in quattro locali che sono stati fondamentali per la nostra esperienza. Ed è anche un tentativo di accendere i riflettori su spazi dimenticati […] se non ci fossero stati quei posti piccoli, tanti come noi non sarebbero dove sono ora”.
Le decisioni della band nascono da dinamiche consolidate, spesso discusse “da Lin, un ristorante cinese alle porte di Bergamo”. Il gruppo funziona come una complessa diplomazia: “È più facile stare in una band che in coppia. In due l’equilibrio è difficile: o c’è consenso bulgaro o sei 50 e 50. Nella band anche una maggioranza risicata è frutto di diplomazia. Invece della leva obbligatoria bisognerebbe istituire la band obbligatoria: si impara molto stando insieme e vivremmo in una società meno polarizzata”. E sulla religione, il frontman aggiunge una riflessione inserita nel brano Ho incontrato il diavolo all’una: “È una scusa facile pensare che il diavolo sia il tentatore, quello che ci attira verso il basso a livello gravitazionale. Dobbiamo dare più responsabilità all’uomo”.