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“È un insulto alla mia cultura”: lo chef Davide Tamburella si rifiuta di mettere l’ananas sulla pizza e viene licenziato, anche Gordon Ramsay si schiera con lui

Si è rifiutato di preparare la farcitura per un evento da 15mila dollari a Brisbane. Il manager: "Bisogna saper scegliere le proprie battaglie". Il ricorso respinto dal tribunale del lavoro e il visto permanente saltato

di Redazione FqMagazine
“È un insulto alla mia cultura”: lo chef Davide Tamburella si rifiuta di mettere l’ananas sulla pizza e viene licenziato, anche Gordon Ramsay si schiera con lui

Passano gli anni, si alternano le mode gastronomiche, ma certe cose non cambiano mai. Da una parte sopravvive l’incomprensibile ossessione degli stranieri per l’ananas sulla pizza (in Australia, secondo i dati di Menulog, la variante “Hawaiian” è stata la seconda pizza da asporto più venduta dello scorso anno); dall’altra resiste l’incrollabile avversione degli italiani — ideatori del celebre piatto — nell’accettare un mix tanto discutibile. Una difesa della tradizione che, se si indossa la casacca da chef all’estero, può spingersi fino alle estreme conseguenze e costare il posto di lavoro. È l’epilogo toccato a Davide Tamburella, cuoco italiano emigrato in Australia, licenziato in tronco per essersi categoricamente rifiutato di infornare una pizza con prosciutto e ananas. Un caso portato all’attenzione internazionale dal quotidiano britannico The Times.

Il teatro della vicenda è “La Costa”, ristorante situato nel quartiere alla moda di Fortitude Valley a Brisbane, nel Queensland. Lo scorso maggio, durante un evento privato del valore di 15.000 dollari australiani (circa 7.800 sterline), il cliente aveva richiesto espressamente la discussa farcitura tropicale. Di fronte alle direttive del direttore del locale, Elliot Ingram, lo chef italiano ha incrociato le braccia.

“Da italiano, mettere l’ananas su una pizza è un insulto alla mia cultura”, ha spiegato Tamburella, precisando alla dirigenza che un ordine aziendale “non deve essere necessariamente rispettato quando risulta offensivo per la propria cultura“. Stando agli atti, era la terza volta in quattro anni che il cuoco si rifiutava di utilizzare il frutto sulle pizze, arrivando a chiedere ai propri superiori di “verificare quanto sia importante per gli italiani non mettere l’ananas sulla pizza”. Dal canto suo, il direttore Ingram ha replicato in modo puramente pragmatico: al Times ha confidato che l’ananas sulla pizza non è “in assoluto” la sua variante preferita, ma che diciassette anni nel settore dell’ospitalità gli hanno insegnato a “scegliere le proprie battaglie”.

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