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“Fedez è come il barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. In piazza ci sono centinaia di persone motivate, attenti a reprimerle o, peggio, a ignorarle”: parla Frankie hi-nrg mc

Il rapper commenta a Repubblica gli scontri di Milano, prende le distanze sia da Fedez sia da alcune parole di Marracash e invita a non confondere la violenza con il malessere di una generazione: “La musica è una conseguenza, non la causa”

di Redazione FqMagazine
“Fedez è come il barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. In piazza ci sono centinaia di persone motivate, attenti a reprimerle o, peggio, a ignorarle”: parla Frankie hi-nrg mc

Prima Marracash, poi tanti suoi colleghi, da Kid Yugi a Ghali. Sugli scontri di Milano, dal mondo del rap è arrivata una posizione quasi unanime. “Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in centro? Pur nella follia del gesto sono sintomo di qualcosa. Di un fallimento della nostra società di cui TUTTI siamo responsabili. Ognuno darà la sua risposta ai motivi di questo fallimento, secondo la propria coscienza e, purtroppo, intelligenza”, ha scritto il King del rap. Con Fedez voce fuori dal coro.

E ora anche Frankie hi-nrg mc, al secolo Francesco Di Gesù, veterano del genere, dice la sua in un’intervista a Repubblica. Partendo proprio dal conduttore di Pulp Podcast: “La parte migliore del discorso di Fedez è la premessa: ‘Diffidate dai ricchi’. È una dinamica vecchia come il mondo: quella del barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. E Fedez, mi permetta, sta ricoprendo proprio quel ruolo: diffidiamo anche di lui”.

Ma Di Gesù non è completamente d’accordo nemmeno con Marracash. L’incipit del suo primo post sugli scontri di Milano, “Con le buone non cambi le cose”, secondo lui “è una semplificazione che si presta alle strumentalizzazioni, com’è successo”. Il punto, aggiunge, è un altro: “In piazza ci sono centinaia di migliaia di persone motivate, che non ne possono più di questa vita. Bisogna stare attenti a reprimerle ancora o, peggio, a ignorarle, perché il livello dello scontro potrebbe alzarsi. Vanno prese sul serio“.

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