"Una realtà basata interamente sui numeri, in cui il valore di una persona si misura da ciò che possiede" - 2/2
La sua lettura parte da una considerazione precisa: “Questa è la prima generazione che cresce in una situazione economica peggiore di quella dei genitori“. E la violenza? “Non la giustifico, ma bisogna capirne le cause. È solo una parte, marginale, del discorso. Le proteste uniscono genitori e figli, mentre i saccheggi, usati più per screditare la maggioranza dei manifestanti che per altro, sono una reazione diversa alle enormi disuguaglianze accumulate in questi anni”.
Poi c’è il rap, spesso indicato come uno dei responsabili di certi comportamenti delle nuove generazioni. Frankie hi-nrg mc respinge l’accusa: “Chi lo sostiene, così come chi dice che il rap non parla di niente, ascolta quello sbagliato. Basta sentire un Kid Yugi o un Fresh Mula, due artisti che appassionano i giovanissimi, per capire che non è così”. Anzi, secondo lui qualcosa sta cambiando: “Dopo stagioni di silenzio, mi sembra che i temi sociali stiano tornando nelle canzoni anche grazie alla spinta del pubblico. E una canzone, mi creda, può fare la differenza più di un post. L’arte, il rap in particolare, ha il compito di evidenziare le zone grigie della realtà. Lo ha fatto a lungo, io vengo da lì, e sta tornando a farlo”. Il problema, semmai, è altrove: “La società stessa. Una realtà basata interamente sui numeri, in cui il valore di una persona si misura da ciò che possiede, porta inevitabilmente a questo. La musica ne è una conseguenza, non la causa”.