Cesare Cremonini: "Quello che so già di me non voglio più vederlo né sentirlo nelle canzoni" - 4/6
“Credo che oggi i dischi siano diventati specchi, – ha continuato – anche per colpa nostra e non solo dell’algoritmo, e io non voglio che un disco sia uno specchio ma una porta. Per me i dischi sono stati porte che mi servivano ad aprire e a conoscere ciò che già sapevo senza averlo ancora capito. Come cantava Dalla, il povero ha avuto finalmente uno specchio per potersi guardare: oggi siamo davanti a centinaia di opere-specchio che ci dicono ‘anche lui prova quello che provo io’, e ci sentiamo meglio guardandoci. Sono canzoni utili, ma io ho provato a fare un disco che non avesse affatto questa intenzione. Quello che so già di me non voglio più vederlo né sentirlo nelle canzoni”.