La telefonata di Pier Silvio Berlusconi e la manovra di Zangrillo che salvarono Totti - 5/5
Il cambio di rotta clinico avviene grazie a una telefonata. Pier Silvio Berlusconi, attraverso la compagna Silvia Toffanin, rintraccia Totti offrendogli un volo privato verso l’ospedale San Raffaele di Milano, per farsi seguire direttamente da Alberto Zangrillo. “Francesco, ti mando un aereo privato e vieni a curarti a Milano”, è la proposta. Totti oppone un altro rifiuto: “Ma che sei matto, prof? Non mi faccio ricoverare nella mia Roma, e poi vengo a morì a Milano?”.
Davanti all’impossibilità di trasferirlo, Zangrillo interviene a distanza sulle abitudini posturali del paziente. Appurato che Totti dormiva sul fianco, il primario gli impone di posizionarsi a pancia in giù, con il petto schiacciato contro il materasso e le braccia allargate. “‘Come Gesù in croce?’. ‘Non esattamente, ma okay. Vedi se va meglio, con il respiro. Se non passa, rassegnati: dovrai farti ricoverare'”.
La variazione di postura produce un effetto misurabile sui parametri: “Non ne ha sbagliata una”, annota Totti. Supportato dalle cure domiciliari di un’équipe romana, l’ex calciatore vede la febbre abbassarsi gradualmente e la saturazione risalire fino al 99%. Il recupero ha richiesto quasi un mese totale di permanenza a letto e, come precisa oggi nell’autobiografia, gli ha lasciato strascichi respiratori ancora presenti.