La replica della Fondazione Bardot: "Non era il marito, era il suo convivente" - 3/3
La fondazione respinge ogni accusa. Un portavoce spiega che era obbligata per legge a farlo lasciare La Madrague sei mesi dopo la morte, termine stabilito dalla stessa Bardot, che donò la villa all’ente già nel 1992: “Non c’è mai stata alcuna intenzione di cacciarlo. Lui si presenta come suo marito, anche se era soltanto il suo convivente. La fondazione lo avrebbe aiutato a trovare l’appartamento e che gli era stato offerto l’uso a vita della casa parigina dell’attrice, rifiutato e poi messa in vendita. Definisce «falso e offensivo» sostenere che si stia cancellando il lascito di Bardot.
Per d’Ormale l’appartamento è un “ripostiglio. È stato assolutamente orribile. Non è affatto piacevole. In più, io vado ancora a La Madrague a dar da mangiare ai gatti. Nessun altro li nutre. Combatterò per riavere La Madrague. Non è ancora perduta”.