Beauty e Benessere

“Prima si cena, più a lungo si vive”: questo e altri 5 segreti della longevità che abbiamo imparato al Dolomiti Wellness Community Summit

Dal sonno alla cena anticipata: gli esperti del Dolomiti Wellness Summit svelano i segreti per vivere più a lungo. La vita di montagna è il modello da esportare.

di Beatrice Manca
“Prima si cena, più a lungo si vive”: questo e altri 5 segreti della longevità che abbiamo imparato al Dolomiti Wellness Community Summit

Quando si parla di longevità ci si concentra spesso su quante ore di sport si fanno, quante calorie si mettono nel piatto e quanto si dorme. Ma c’è un altro indicatore che dovremmo considerare, ovvero l’ora in cui ci si mette a tavola per cenare. “Non mi stancherò mai di dirlo: prima si mangia, più a lungo si vive”, spiega il professor Enzo Primitivo dal palco del Dolomiti Wellness Community Summit, appuntamento dedicato al benessere e alla salute nel cuore della Val di Fiemme.

Il professor Primitivo, specializzato in idrologia medica e medicina termale, oggi si occupa soprattutto di medicina della longevità: durante il Summit ha spiegato l’importanza di un impegno proattivo nella tutela della propria salute, cominciando proprio dalla gestione dello stress, condizione a cui siamo ormai quasi collettivamente rassegnati.

Secondo l’esperto, è importante rispettare i ritmi circadiani di sonno e veglia, partendo dai gesti più semplici: aprire la finestra appena svegli, lasciando che la luce naturale e l’aria fresca ci “attivino”. Lo smartphone, almeno per la prima mezz’ora, lasciamolo da parte: se ne abbiamo la possibilità, è molto meglio fare una passeggiata o una corsa all’aperto. Quando ci troviamo in montagna, nel pomeriggio è buona regola approfittare della sauna, che non è solo un momento di relax ma un vero e proprio presidio di salute. La sera, una cena leggera, possibilmente a un orario “montanaro”: cenare presto migliora la salute metabolica, protegge il cuore e aiuta il sonno. Digerire prima abbassa la temperatura corporea e riduce i risvegli notturni, garantendo un riposo più profondo.

Sicuramente è una routine più facile da attuare durante un weekend in montagna che nella vita quotidiana, ma il messaggio è che la longevità si costruisce con gesti ripetuti più che con interventi straordinari.

Nato nel 2021 e arrivato alla sesta edizione, il Dolomiti Wellness Community Summit è l’occasione per riunire esperti diversi e ragionare su cosa significhi vivere bene e a lungo. L’esperienza del Covid viene citata come uno spartiacque, perché ha aperto una riflessione collettiva sul tema del benessere: occuparsi della salute non significa solo curare le malattie, ma anche investire in prevenzione attiva e ridurre, per quanto possibile, il rischio stesso di ammalarsi. Investire in prevenzione significa inoltre alleggerire la spesa pubblica e il carico sul sistema sanitario: ogni euro speso in prevenzione si traduce in un risparmio di 14 euro per il sistema socio-assistenziale.

L’idea di Luigi Angelini è fare di Fiemme un laboratorio di qualità della vita: qui il benessere, nel senso più ampio del termine, è considerato un bene di tutti. Non è un caso che anche le nazionali di pallavolo, maschile e femminile, abbiano scelto Cavalese come sede dei raduni collegiali estivi di preparazione. Al tempo stesso, il benessere è una leva concreta di sviluppo economico e un richiamo turistico per il territorio.

Con l’aumento delle temperature e le estati sempre più torride, inoltre, si è consolidato il fenomeno della coolcation, cioè della vacanza in un posto fresco: anche chi ha sempre associato l’estate al mare si sta orientando verso il Ferragosto in montagna per sfuggire al caldo. Vivere bene è anche un ottimo affare: secondo il Global Wellness Institute, i turisti del wellness spendono il 41% in più nei viaggi internazionali e fino al 175% in più in quelli domestici.

Certo, la Val di Fiemme è una bolla felice, come confermano i dati presentati da Matteo Mazziotta, direttore centrale Sistan e Territorio dell’Istat. Oltre a vantare un consumo di suolo tra i più bassi d’Italia, la valle si posiziona sopra la media italiana su quasi tutti gli indicatori legati alla qualità della vita, con occupazione, tasso di imprenditorialità, servizi e realtà no profit ai vertici. Un esempio particolarmente virtuoso è la cooperativa sociale Le Rais, premiata durante il Summit per il progetto di economia sociale che ha trasformato Villa Flora in un luogo di cura e di inclusione: un ristorante in cui persone in condizioni di fragilità possono trovare un’opportunità di formazione e di lavoro dignitoso.

L’idea alla base della Fiemme Wellness Community è fare della vita di montagna un modello da esportare. Non tutti hanno il privilegio di avere un bosco sotto casa, di passare i weekend a fare trekking o a pedalare nel verde e di godere, di notte, del silenzio della natura, ma ci sono misure concrete che si possono comunque adottare nella vita quotidiana. “Alimentazione, ovvero mangiare poco e bene, il movimento, la gestione dello stress e il rispetto del sonno – ha confermato il professor Primitivo – restano le regole fondamentali per tutti”.

Precedente
Precedente
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione