Beauty e Benessere

“Era devastante, provavo un forte imbarazzo nel mostrare le mie gambe ‘a colonna’. Non riuscivo a chiudere un sandalo, i medici mi liquidavano dicendo: ‘Sei un po’ in carne’. Invece avevo una patologia”: la storia di Teresa

La testimonianza di una 33enne affetta per anni da una malattia invalidante e non riconosciuta, liquidata dai medici con "prova una dieta". Fino alla corretta diagnosi e alla soluzione chirurgica

di Redazione FqMagazine
“Era devastante, provavo un forte imbarazzo nel mostrare le mie gambe ‘a colonna’. Non riuscivo a chiudere un sandalo, i medici mi liquidavano dicendo: ‘Sei un po’ in carne’. Invece avevo una patologia”: la storia di Teresa

Passare intere nottate a digitare su Google “gambe gonfie”, “gambe grosse” o “gambe diverse dal resto del corpo”, alla disperata ricerca di una spiegazione che la medicina ufficiale sembrava incapace di fornire. È il calvario vissuto per anni da Teresa, attrice di 33 anni, prima di scoprire la vera causa della sua sofferenza: il lipedema, una patologia cronica e progressiva che comporta un accumulo anomalo di tessuto adiposo negli arti inferiori. Una malattia reale, spesso non diagnosticata e liquidata frettolosamente dai medici con prescrizioni dietetiche del tutto inefficaci, che vi abbiamo descritto in questo approfondimento di FqSalute e che Teresa ha raccontato in un’intervista a Vanity Fair ripercorrendo la sua rinascita fino a un inaspettato lieto fine lavorativo.

Tutto è iniziato durante la pubertà. Nonostante una crescita fisiologica armonica, le gambe di Teresa hanno iniziato ad assumere una conformazione anomala. “Le mie gambe avevano assunto una forma ‘a colonna’ che mi faceva sentire profondamente diversa dalle mie coetanee”, ha raccontato l’attrice, sottolineando la frustrazione di fronte al muro di gomma dei medici: “I medici liquidavano la questione dicendomi semplicemente: ‘Sei un po’ in carne, prova delle diete’. Ma io non sono mai stata in sovrappeso. Facevo palestra, diete e ogni tipo di allenamento, ma le mie gambe non cambiavano mai di un millimetro”.

La mancanza di una diagnosi precisa e la sensazione di colpevolezza si sono trasformate in un limite psicologico devastante: “Psicologicamente era devastante: provavo un forte imbarazzo nel mostrare le gambe ed ero costretta a nasconderle continuamente”, ricorda Teresa, spiegando l’impossibilità pratica di vestirsi normalmente a causa di un lipedema di quinta tipologia localizzato proprio su gambe e caviglie: “Non mi si chiudevano i cinturini dei sandali, non c’erano mai abbastanza buchi nelle cinghie e gli stivali lunghi per me erano un miraggio. Ero obbligata a indossare sempre pantaloni larghi o gonne lunghissime e pesanti”.

Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione