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“Mi sembrava che tutta la mia vita stesse per finire. Dopo la nascita di mio figlio ho sofferto, mi è stato diagnosticato il Disturbo Disforico Premestruale”: la confessione di Hailey Bieber

Dietro i ritratti perfetti con Justin, la modella ha affrontato la diagnosi del Disturbo Disforico Premestruale a sei mesi dal parto. Una sindrome invalidante che spezza gli equilibri emotivi

di Redazione FqMagazine
“Mi sembrava che tutta la mia vita stesse per finire. Dopo la nascita di mio figlio ho sofferto, mi è stato diagnosticato il Disturbo Disforico Premestruale”: la confessione di Hailey Bieber

Imprenditrice ai vertici del mercato cosmetico globale con il suo marchio Rhode, figura di spicco dello spettacolo americano e neo-madre del piccolo Jack Blues, nato ad agosto 2024. Il profilo Instagram di Hailey Bieber, unito al matrimonio con Justin Bieber, restituisce all’esterno un’immagine di successo personale e professionale. Ma la realtà, come spesso accade, non è quella patinata ostentata sui social. A circa sei mesi dal parto, la modella ha infatti ricevuto la diagnosi di Disturbo Disforico Premestruale (PMDD), una patologia acuta e invalidante che compromette radicalmente l’equilibrio psicofisico nei giorni precedenti al ciclo. Scegliendo di rendere pubblica la propria condizione, Bieber ha deciso di utilizzare la propria esposizione mediatica per affrontare un problema sistemico: l’isolamento delle pazienti di fronte a disturbi silenziosi e l’urgenza di colmare le gravi lacune della ricerca medica sulla salute femminile.

Non si tratta di depressione post-partum (che Hailey ha escluso, pur ammettendo di aver provato ansia dopo la nascita del bambino), né del comune sbalzo d’umore che precede l’arrivo delle mestruazioni. Il PMDD è una patologia, una forma acuta e invalidante che interferisce pesantemente sulle relazioni e sulla capacità lavorativa. “Dopo la nascita di mio figlio ho sofferto“, ha confessato senza mezzi termini in un’intervista al magazine Women’s Wear Daily. Una sofferenza amplificata proprio dalla solitudine medica in cui spesso vengono relegate le donne alle prese con i disturbi legati al ciclo: “La conversazione è fondamentale per me, perché mi fa sentire meno sola”, ha spiegato la modella. “Quando riusciamo a immedesimarci l’uno nell’altro e ad avere conversazioni che ci riguardano da vicino, parlando delle cose che stiamo affrontando e delle difficoltà che incontriamo, credo che il percorso diventi meno solitario”.

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