Andrea Sempio e i dubbi sull'impronta 33 - 2/4
Tra gli indizi che riporterebbero a lui nell’omicidio di Garlasco c’è l’impronta 33, stampata sul muro che conduce alla scala dove è stato rinvenuto il cadavere di Chiara Poggi. “Per me non è attribuibile né a me né a nessun altro” spiega Andrea Sempio, che non nasconde le proprie perplessità sulla validità dell’impronta stessa ai fini delle indagini. “Qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa, e quindi diventa ‘la 33 è di Sempio’, va bene, ma è su un muro in un punto in cui ci sono impronte di altre persone. Oggi, da quello che ho visto dall’ultima consulenza depositata dalla procura, non si arriva a dire che è insanguinata. Si arriva a dire che non si può escludere che non ci fosse il sangue. A me non serve sapere però cosa non si può escludere, serve una certezza”. “Tu hai sempre indossato il numero 44?” gli domanda l’inviato di “Porta a Porta”, “Tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho ancora in casa, anche vecchie, sono tutte 44. Noi la prova l’abbiamo fatta anche con le scarpe del 42 e non mi stava”, replica l’intervistato.