“La morte negata. Storia di un mito del nostro tempo” di Marina Sozzi – Meltemi - 4/5
Negli ultimi anni sono aumentati i libri che affrontano questo tema a fronte di un ritorno nella società a vivere questo argomento come un tabù. Tra i tanti autori, tuttavia, Sozzi, filosofa e tanatologa è stata capace di declinare la questione attraverso l’antropologia, la statistica, intrecciando il passato e l’attualità.
Pagine nate dall’occasione di frequentare le cure palliative contribuendo così al lavoro culturale che gli esperti della materia stanno facendo per cambiare l’approccio al tema puntando alla visione della persona nella sua integralità. Un saggio ben fatto, ben scritto e necessario in questa epoca.
“La città che cura. Prossimità e partecipazione: una nuova grammatica territoriale” di Carlos Moreno – Add editore
La frase strategica che condensa il significato di questo libro è una: l’urbanistica sociale per riparare la vita. È tutto in queste parole il lavoro del professore e ricercatore franco colombiano che attraverso queste pagine pone l’accento sulle città a partire dai valori umanistici: il bene comune, la solidarietà, gli affetti, la cura, l’aiuto reciproco, il rispetto della vita, la ricerca del benessere per tutti.
“Punti di riferimento – scrive Moreno – essenziali per immaginare un’urbanistica più umana, giusta, vivibile. Si tratta in fin dei conti di ripercorrere un cammino, non per tornare indietro ma per andare avanti, a fondo, per costruire un nuovo modo di vivere insieme nelle nostre città”. A leggerlo vien in mente la canzone “Ha perso la città” di Niccolò Fabi.