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Un esercito di conigli robot contro i pitoni birmani: così gli scienziati provano a ingannare uno dei predatori più letali per fermare l’invasione nelle Everglades

Nelle paludi della Florida i ricercatori schierano finti mammiferi in grado di replicare calore, odori e vibrazioni

di Redazione FqMagazine
L'agguato e l'intervento delle squadre speciali - 3/4

L'agguato e l'intervento delle squadre speciali - 3/4

L’efficacia dell’esperimento risiede nell’assecondare la natura elusiva dell’animale. Una volta individuata l’esca, il pitone non si lancia in un attacco immediato, ma assume la tipica postura del predatore da imboscata, mimetizzandosi in attesa dell’istante fatale. “Sono molto pazienti“, ha sottolineato McCleery. È proprio questa prolungata finestra di immobilità a rappresentare il vantaggio decisivo per i ricercatori. Invece di disperdere squadre umane per rastrellare ciecamente i meandri acquitrinosi delle Everglades, gli studiosi lasciano che sia il robot ad attirare il serpente in un punto preciso. Non appena i sensori del dispositivo rilevano la presenza del rettile nelle immediate vicinanze, trasmettono un segnale d’allerta al South Florida Water Management District. A quel punto, gli operatori incaricati intervengono a colpo sicuro per procedere alla rimozione dell’esemplare.

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