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“Non venderò mai il mio amore per denaro, né la mia anima”: il miliardario delle crypto Justin Sun fa causa all’ex fidanzata per riavere 4,5 milioni di dollari di dote. La fine della relazione decisa dall’AI

l fondatore di Tron rivuole indietro il caili versato alla famiglia della star cinese dopo il fallimento del matrimonio e del piano per la maternità surrogata. Una rottura decisa seguendo il consiglio dell'intelligenza artificiale Claude

di Redazione FqMagazine
La battaglia legale e la replica dell'attrice - 3/4

La battaglia legale e la replica dell'attrice - 3/4

Lo stesso giorno della pubblicazione del post, l’avvocato Zhang Qihuai ha confermato sui social media cinesi che un tribunale aveva ufficialmente accolto la causa intentata da Sun per la restituzione della dote. “Uscivamo insieme con l’intenzione di sposarci”, ha ribadito successivamente Sun al Wall Street Journal tramite i suoi legali. Come ha precisato il South China Morning Post, non è ancora stata emessa alcuna sentenza definitiva, ma la legge cinese possiede giurisprudenza in merito: un’interpretazione della Corte Suprema del 2024 stabilisce criteri precisi per la restituzione dei “doni di fidanzamento” se il matrimonio non si concretizza, imponendo ai giudici di valutare l’uso dei fondi, la convivenza e la condotta delle parti.

Il giorno successivo alla diffusione della notizia, Jing Tian ha rotto il silenzio su Weibo (l’equivalente cinese di X). Pur senza citare esplicitamente l’imprenditore, l’attrice ha ammesso di aver dato prova di “scarsa capacità di giudizio” in fatto di uomini, tracciando però una linea rossa inequivocabile: “Non baratterei mai l’amore o l’anima per denaro”. Ha poi concluso dirsi convinta che, alla fine, la giustizia e l’equità prevarranno.

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