Chi ha attraversato il ponte: il divario tra fauna e primi insediamenti umani - 3/4
La ricostruzione fisica del paesaggio riapre l’interrogativo sul suo effettivo utilizzo da parte dei gruppi umani. La migrazione della fauna continentale lungo il corridoio emerso è considerata biologicamente certa, così come appare verosimile che comunità di cacciatori-raccoglitori provenienti dalla Sicilia ne abbiano sfruttato i bacini costieri per la sussistenza. Finora, tuttavia, le indagini sottomarine non hanno individuato tracce dirette di insediamenti o manufatti lungo le creste allagate.
Il dato certo fornito dalla geologia è che quando i primi gruppi umani misero piede su Malta, il ponte naturale non esisteva più da millenni. Fino a tempi recenti l’archeologia riteneva che i pionieri dell’isola fossero agricoltori neolitici approdati circa 7.500 anni fa. Uno studio guidato da Eleanor Scerri del Max Planck Institute of Geoanthropology e pubblicato su Nature ha retrodatato quella presenza: gli scavi condotti nel sito di Latnija, nel nord di Malta, hanno portato alla luce focolari, utensili litici e resti di pasti a base di uccelli e molluschi risalenti a 8.500-8.900 anni fa.