Giardini romantici - 6/11
“Fiori? Primavera? Avanguardia pura!” direbbe la terribile Miranda del film Il Diavolo veste Prada Uno (nel Due si è un ammorbidita). Però, che c’è di male a non essere avanguardia? Il romanticismo testimoniato dai bestseller Felicia Kingsley e dalle rom-com ha la sua sacerdotessa: Luisa Beccaria. La sfilata Herbarium ci porta nel suo elegante universo vegetale. Fiori, foglie, melograni, petali sparsi popolano abiti di chiffon e organza. Rouches e volants fioriscono sui polsini delle camicie, e sul fondo dei pantaloni, oltre che più banalmente nelle scollature. Ma il mood garden vive anche nella collezione Anteprima di Izumi Ogino. La Wirebag (borsa cult) si arricchisce rose lavorate all’uncinetto, come piccoli frammenti di giardino da portare con sé. Sfilano pizzi, pointelle, rouches, ricami trasparenti e volumi ispirati ai petali, una moderna Alice nel Paese delle Meraviglie della moda. Il Rose Petal è uno dei motivi poetici della stagione: fiori, volumi tridimensionali e trasparenze evocano un giardino in continua fioritura. Più appartato quello di Sarawong. “Praise of Shadow” (Elogio dell’ombra, titolo anche di una raccolta di Jorge Louis Borges) sceglie il verde scuro intenso, il blu ombroso di un giardino a mezzanotte, verde muschio e nero corvino, cuciture ispirate al kintsugi e accenti di blu cobalto, illuminano taffetà, broccati jacquard, pizzi vintage e tessuti metallici. Bordi sfilacciati accanto a cristalli scintillanti, rose tra le rovine. Corto e lungo. Dove andiamo vestite così? Un’influencer sospirava: “Avessi avuto uno di questi abiti al mio primo appuntamento!”