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“A 16 anni in America dormivo per strada. Whitney Houston mi spezzò un dente. Ero il ballerino di Madonna ma volevo ballare con Michael Jackson”: Luca Tommassini si racconta

Il coreografo, tra i più celebri della scena musicale internazionale, ricorda la sua carriera: dagli imprevisti vissuti sui palchi di tutto il mondo alla realizzazione del suo sogno più grande, fino al premio ricevuto alla Mostra del Cinema di Venezia

di Claudio Savino
Luca Tommassini: “Whitney Houston mi ha spezzato un dente” - 4/4

Luca Tommassini: “Whitney Houston mi ha spezzato un dente” - 4/4

Nel corso della sua carriera, ovviamente, non sono mancati gli imprevisti. Come quella volta in cui, ballando sul palco con Whitney Houston, subì un colpo accidentale al volto: “Eravamo vicini e mi ha colpito con il microfono, mi ha spezzato un dente. Non credo che il pubblico se ne sia accorto, ma l’ho ingoiato e sono andato avanti come se niente fosse. Mi fa sempre molto ridere, ma mi sono anche fatto molto male. La gestione dell’imprevisto, in fondo, ti rende anche un professionista nel nostro campo”, ha rivelato.

L’esperienza con Houston, però, è anche stata segnata da una dipendenza che stava rovinando quanto di buono era riuscito a costruire fino a quel momento: “La mia esperienza con la droga è stata molto dura e cruda nel periodo di Whitney. Stava rovinando il mio sogno e la mia vita, come ha fatto per quasi tutte le persone che stavano con me in quel tour. Tantissime sono morte, tra cui Whitney. La droga non porta mai vantaggi. Non posso negare che ci siamo divertiti come dei pazzi, però quel divertimento lo paghi carissimo. La mia salvezza è stata lasciare Los Angeles, lasciare l’America e tornare a casa da mia madre. Io davanti a lei non mi presenterei mai in quel modo, lei nemmeno sapeva che stavo lottando contro le droghe, però mi sono ripulito subito con la forza che mi dava lei”, ha confessato.

Nonostante una carriera da ballerino e coreografo tra i più stimati al mondo, se Tommassini dovesse rivivere un singolo minuto al fianco di un grande artista del passato, sceglierebbe “un altro caffè con Robin Williams”, ha raccontato. Il 56enne, che ha lavorato con l’attore americano sul set di ‘Piume di Struzzo’, lo ricorda per l’umanità che lui gli mostrò durante una delle esperienze lavorative più complicate della sua carriera: “Ero molto in crisi perché c’era un altro attore che non mi parlava e non mi salutava nemmeno e mi faceva sentire insicuro. Dovevo lavorare con un regista premio Oscar, ma non avevo mai recitato in inglese e Robin Williams si prendeva cura di me”, ha ricordato il ballerino con affetto. “Veniva alle 5 del mattino in camerino e mi portava il caffè, mi dava la forza di scendere sul set e affrontare quello che per me sembrava impossibile, mi aiutava negli attacchi di panico. Mi ha dimostrato che si può essere anche l’attore più bravo del mondo e allo stesso tempo l’essere umano più bello che abbia mai conosciuto”, ha concluso.

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