Luca Tommassini: “A 16 anni dormivo per strada negli USA” - 3/4
Momenti che il coreografo ricorda con affetto, anche perché si trasferì negli States per inseguire il sogno di lavorare con la popstar deceduta nel 2009: “Sono andato in America a 16 anni per inseguire il sogno americano e quello di Michael che ha seminato in me qualcosa che mi ha portato addirittura a lasciare il mio Paese e la mia famiglia, per andare in un Paese enorme dove non conoscevo quasi nessuno, a dormire per strada”, ha spiegato ancora a Vanity Fair.
Ciò che più lo affascinava di Jackson, racconta ancora il coreografo, era proprio la passione che lui aveva in ciò che faceva: “Era innamorato di Gene Kelly, James Brown, tutte le cose riprese dai ragazzi di strada, anche lo stesso moonwalk. Ha visto un ragazzo dalla macchina che lo faceva, si è fermato e gli ha detto “insegnamelo”. Era una spugna vivente, anche questo modo di lavorare, di costruire, di trovare le cose, anche Madonna fa così e si butta in mezzo alla strada per ascoltare i dj più lontani e meno famosi perché qualcuno le ha detto che mixa in modo particolare e fa dei suoni strani. Loro sono sempre stati attratti dalle novità e questa cosa io la percepivo”.
Nonostante la partenza verso gli States non gli desse alcuna garanzia di successo, Tommassini è riuscito comunque a coronare il suo sogno di lavorare con Michael Jackson. E questo anche grazie a Madonna, che gli ha permesso di conoscerlo: “Tra loro c’è sempre stata gelosia. In realtà sono tutti sempre in competizione perché, anche se sono amici, poi di Natale ce n’è uno. Io ero team Madonna, per questo poi quando lei mi disse che potevo lavorare con Michael fu un grande gesto e un grande regalo, come concedermi qualcosa che non avrebbe mai concesso a nessuno”.