I calcoli finali: un'autonomia di tre minuti - 4/4
Il Boeing 737 ha toccato la pista di Manchester alle 20.51 (le 21.51 in Italia). I serbatoi contenevano esattamente 363 chili di carburante residuo. Tradotto in parametri operativi, se la riserva legale di 1.101 chili garantisce 30 minuti di autonomia, i 363 chili rimasti corrispondevano ad appena 9 minuti di volo residuo. Un margine che diventa tecnicamente fatale se calcolato sulle reali condizioni affrontate dai piloti: durante una manovra di risalita a piena potenza per sfuggire a un “wind shear”, il consumo dei motori sale fino a 120 chili al minuto. Se i piloti avessero incontrato un quarto allarme a Manchester, costringendoli a interrompere anche quell’atterraggio, avrebbero avuto a disposizione soltanto tre minuti di autonomia prima del totale spegnimento dei motori.
L’indagine dell’Aaib si chiude imputando il rischio estremo a una combinazione di cause esterne: il rifiuto “ingiustificato” del primo dirottamento unito alla sequenza di tre allarmi consecutivi per il vento ha annullato un margine di sicurezza che era stato pensato e imbarcato per scenari ben meno estremi.