"Mia figlia mi dice che ho le rughe, io le parlo degli ulivi..." - 2/3
Oggi Nannini ha una label indipendente perché, spiega, “difendo una delle poche libertà rimaste: quella artistica”. Parla anche della figlia Penelope, 15 anni e mezzo, che ha smesso di chiamarla boomer ma continua a prenderla in giro per le rughe: “E io le rispondo: ‘Amore, ma li hai visti gli ulivi? Senza le rughe delle cortecce non farebbero l’olio buono’ – mia figlia fa l’olio – ‘quindi ringrazia Dio che ho queste rughe‘. Non posso parlare oltre di lei, sennò s’incazza”.
Nannini torna poi al periodo della gravidanza e alle critiche ricevute per la sua età: “Sono stata attaccata da morire, ma il problema era di chi mi attaccava: i media, che si concentravano sulla mia età anagrafica. Invece l’età è facoltativa, e io avevo 27 anni allora, però non ci credevano, peggio per loro”. In quel momento, racconta, aveva altro a cui pensare: “Avevo perso la speranza, perché avevo provato e riprovato a restare incinta, e poi ho fatto una bambina bellissima”.
Ricorda anche l’uscita dall’ospedale, la neve e il ritorno della voglia di bere vino dopo nove mesi: “Avevo chiesto consiglio a Giorgia, la cantante: ‘Ma se lo bevo, quando do il latte a Penelope, sviene?’“. L’intervista tocca anche il congelamento preventivo degli ovociti. Nannini non è contraria, ma mette in guardia dalle risposte esclusivamente legislative: “Non sono contro, ma temo che una legge frutto di un’appartenenza politica non risolva il problema, che è il risultato di abitudini, di moralismi atavici”.