Nessun problema neurologico o cognitivo e il verdetto finale - 3/3
I giudici si sono soffermati anche sullo stato di salute generale della donna, analizzando tutta la documentazione clinica disponibile. Dagli atti non è emerso alcun elemento che facesse pensare a un deterioramento delle facoltà mentali né a difficoltà motorie tali da impedirle di scrivere autonomamente. In altre parole, la donna era perfettamente in grado, sia fisicamente sia mentalmente, di redigere da sola le proprie volontà.
Con la doppia sentenza sfavorevole ai nipoti esclusi, la vicenda giudiziaria si chiude (salvo eventuale ricorso in Cassazione) con una conferma netta: il testamento è autentico e valido, e l’erede designato dalla zia può finalmente considerarsi al sicuro nel godimento dell’eredità che gli era stata lasciata otto anni fa.