Due gradi di giudizio, stesso risultato e la perizia calligrafica scioglie ogni dubbio - 2/3
La causa è passata prima dal tribunale di Modena, che in primo grado ha già respinto le richieste dei parenti, e poi dalla Corte d’Appello di Bologna, che nelle scorse settimane ha confermato la decisione. Per i giudici della prima sezione civile – Giuseppe de Rosa, Rosario Lionello Rossino e Gianluigi Morlini – il testamento è pienamente valido e il nipote erede può contare sul lascito senza alcun problema.
Per arrivare a una conclusione definitiva, la Corte ha affidato l’incarico a un perito grafologico, chiamato a verificare se davvero un’altra persona avesse partecipato materialmente alla scrittura. L’analisi ha confrontato la grafia del testamento con altri scritti autografi della donna, riscontrando forti somiglianze e nessuna incongruenza rilevante: secondo l’esperto, testo, data e firma sono opera della stessa mano, quella della zia, e con ogni probabilità anche la data indicata corrisponde al vero momento della stesura.