"Servono bravi, non raccomandati" - 2/2
Parole nette, quelle dello psichiatra, che insiste: “Finché stai con la mamma non puoi sbagliare. Se sei solo in Wisconsin, ti tocca”. E il discorso si allarga anche alla scuola e all’età in cui si consegue la maturità in Italia, secondo Crepet troppo avanzata rispetto ad altri Paesi europei. A proposito del Rapporto Italia Generativa, che colloca l’Italia all’ultimo posto tra i Paesi Ue per imprenditorialità giovanile, lo psichiatra individua una delle cause nella paura del giudizio e del fallimento: “A scuola ci sono i non-voti. Se per 18 anni non vieni giudicato, è evidente che poi i ragazzi abbiano paura di esserlo, quindi abbiano paura di sbagliare. Mi ripeto, per uscirne la ricetta è: via da casa a 18 anni; ripristino dei voti. Sbagli? Ci devi riprovare. Servono bravi, non raccomandati”.
Il ragionamento di Crepet non si ferma però alla scuola o al lavoro. La ricerca di conferme, sostiene, riguarderebbe anche la sfera sentimentale, fino al gesto di portare “la fidanzata ‘a casa’ a 20 anni”, letto come un altro segnale del bisogno di consenso e della “paura di perdere”. E quando il discorso arriva alla fuga dei cervelli, Crepet usa toni ancora più duri: “Non se ne può più di sentire parlare solo di fuga dei cervelli, che se ci sono devono fuggire. Perché noi siamo un popolo di sfigati comandato da sfigati dove meno fai e più sei apprezzato: morosa dello stesso quartiere, tutte uguali, con lo stampino; no Erasmus, stai a casa da mamma che ti prepara gli gnocchi; rapper… A noi invece piaceva la musica, che è cultura. David Bowie. Il diverso che non è una bestemmia. Oggi piace ‘Sfera e Basta’. Impressionante. Dieci ragazze clonate: tutte lo stesso vestito, la stessa abbronzatura. Le donne dei nostri miti non erano cloni, erano diverse. Quella è la bellezza”.