“Era una condanna a morte. Questo è ciò che mi disse il medico: che probabilmente mi restavano circa dieci anni di vita”. Pamela Anderson ha ripercorso la propria esperienza con l’epatite C, contratta negli anni ’90 condividendo gli aghi per i tatuaggi con l’ex marito Tommy Lee.
A quei tempi per l’infezione non c’era una cura, che sarebbe arrivata solo nel 2011. Dal palco dell’amfAR Gala a Venezia l’attrice ha spiegato come la diagnosi “ha condizionato e alterato le mie decisioni. Non era paura della morte, ma timore di ciò che sarebbe potuto accadere ai miei figli piccoli. Ha stravolto la mia vita”, si legge su “Variety”.