Una memoria "da social" e la frecciata all'IA - 4/4
Impegnata attualmente in un tour di presentazioni in Puglia, Bernardini de Pace sostiene di non aver riavvolto alcun nastro nostalgico per scrivere il libro, ma di aver approcciato la sua vita come il feed di uno smartphone: “L’ho scrollata, scrivendo questo libro tra un impegno e l’altro”. Un rapporto sereno con il passato, garantito da un meccanismo di autodifesa: “Dimentico le cose brutte e ricordo solo quelle belle. Non ho una memoria selettiva, ma protettiva. Mi proteggo perché non voglio essere cattiva né avere rancore“. E sul futuro e lo sviluppo delle nuove tecnologie, interrogata sui rischi legati ai contenuti artefatti dall’Intelligenza Artificiale, la sua chiosa rimane fedele al personaggio: “L’intelligenza artificiale comporta vari rischi. Diciamo che all’intelligenza artificiale preferisco l’idiozia naturale”.