“Mi emoziona. Mai ero stata investita da tanta responsabilità, mai ho fatto la testimone di nozze, mai rappresentante di classe, mai votata. Se a Che tempo che fa arriva un ospite serio, Fabio (Fazio, ndr) mi chiude in camerino per evitare incidenti diplomatici. E invece la nocciola mi ha scelta. È la prima che ha detto: ‘Luciana, tocca a te'”: così Luciana Littizzetto annuncia di essere stata scelta come prima ambasciatrice a vita della nocciola Tonda Gentile di Langa.
Non solo ironia, ma anche l’emozione per “i territori che hanno ricchezze vere, e mi piace chi si dà da fare per farle conoscere. A Torino nessuno ti fila. Nei paesi invece c’è un mondo: tradizioni, prodotti, storie. Raccontarne un pezzetto è un privilegio”. Poi, dice Littizzetto al Corriere della Sera, “la nocciola è femmina. Ha due aggettivi perfetti: tonda, perché è rotonda e ha un guscio sottile, che sembra fragile ma è molto resistente, come sono io; e gentile, che è un capolavoro. Gentile, perché si spoglia da sola, la pellicina viene via in un attimo. Gentile, perché cade dall’albero da sola. Gentile, perché ha meno grassi e non si irrancidisce. È un’idea di bellezza: leggera, autonoma, non aggressiva. In un mondo che si è parecchio imbruttito, lei rotola, con gentilezza”.
L’occasione è anche quella per ricordare il suo romanzo, Il Tempo del La La La, che è appunto un romanzo al femminile con protagoniste “tre amiche con tre storie molto diverse (…). L’amicizia femminile è un legame che ti permette di dire la verità, di aiutarti, di raccontarti mentre vivi. E poi c’è la menopausa, che è ancora un tabù. Le peggiori nemiche delle donne non sono le donne, sono le donne str…, ma per fortuna ci sono anche alleanze meravigliose”.