La critica alla magistratura e l'anarchia politica - 3/4
Il valore della ribellione le è stato trasmesso dal padre, pretore leccese che decise di lasciare la magistratura negli anni Sessanta. E proprio guardando alla giustizia contemporanea, l’avvocata lancia una dura critica all’intero sistema: “Credo che mio padre sarebbe molto in imbarazzo di fronte a certi giudici di oggi. Ci sono anche quelli bravi, straordinari, ma sono pochi”. Il riferimento alla stretta attualità è diretto: “Lei pensi al giudice che ha scarcerato a Torino il 42enne che ha molestato una 13enne entrata nel suo negozio, perché si è detto dispiaciuto. Allora se tutti coloro che commettono reati poi se ne dispiacciono, li scarceriamo tutti?”.
Il dito è puntato contro la polarizzazione ideologica che permea le istituzioni: “Il brutto di oggi è che chi è a sinistra pensa sempre a sinistra, non è in grado di avere un pensiero libero, e viceversa”. Rifiutando le etichette, Bernardini de Pace si definisce “semplicemente anarchica”. Una libertà di pensiero che riassume con un paradosso politico: “Io non sono di destra ma sono contraria all’aborto, non sono neanche di sinistra ma amo Che Guevara”.