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“Preferisco l’idiozia naturale all’intelligenza artificiale. Nei miei studi sono passati più di 400 allievi, alcuni sono stati tremendi perché si sono portati via soldi e anche clienti

La celebre avvocata divorzista si racconta in un'autobiografia. Dal tradimento dei collaboratori di studio all'infedeltà di coppia intesa come "legittima difesa", fino alle critiche sui giudici contemporanei

di Redazione FqMagazine
La critica alla magistratura e l'anarchia politica - 3/4

La critica alla magistratura e l'anarchia politica - 3/4

Il valore della ribellione le è stato trasmesso dal padre, pretore leccese che decise di lasciare la magistratura negli anni Sessanta. E proprio guardando alla giustizia contemporanea, l’avvocata lancia una dura critica all’intero sistema: “Credo che mio padre sarebbe molto in imbarazzo di fronte a certi giudici di oggi. Ci sono anche quelli bravi, straordinari, ma sono pochi”. Il riferimento alla stretta attualità è diretto: “Lei pensi al giudice che ha scarcerato a Torino il 42enne che ha molestato una 13enne entrata nel suo negozio, perché si è detto dispiaciuto. Allora se tutti coloro che commettono reati poi se ne dispiacciono, li scarceriamo tutti?”.

Il dito è puntato contro la polarizzazione ideologica che permea le istituzioni: “Il brutto di oggi è che chi è a sinistra pensa sempre a sinistra, non è in grado di avere un pensiero libero, e viceversa”. Rifiutando le etichette, Bernardini de Pace si definisce “semplicemente anarchica”. Una libertà di pensiero che riassume con un paradosso politico: “Io non sono di destra ma sono contraria all’aborto, non sono neanche di sinistra ma amo Che Guevara”.

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