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“Ero diventato un mostro, pensavo solo a produrre e avevo perso la capacità di vivere sereno. Un ex Presidente della Camera mi disse: ‘Voi cuochi siete come i preti, sapete tutti i caz*i degli altri'”: così lo chef Max Mariola

Lo chef, volto del Gambero Rosso, racconta la sua nuova vita in Indonesia e ricorda gli inizi, tra la scelta di entrare nel mondo della cucina e la gavetta

di Redazione FqMagazine
Max Mariola:

Max Mariola: "Mio padre ebbe un infarto e mi sono trovato a capire cosa fare" - 2/3

Le esperienze negative possono aiutare a cambiare strada. Mariola, in cucina, aveva iniziato già prima del 2009. La sua passione è nata “da una disgrazia. Lavoravo con mio padre in un laboratorio di doratura e argentatura galvanica, restauravo oggetti in metallo prezioso. A 14 anni d’estate andavo con lui, ero a contatto con cianuro, acido muriatico. Mio padre ebbe un infarto sul posto di lavoro e io mi sono ritrovato a capire cosa fare”, ha rivelato. Così, ha iniziato la gavetta. Prima non pagato, poi l’equivalente di 300 euro al mese, stage negli stellati.

Fino alla svolta e la possibilità di entrare nella tv del Gambero Rosso. Ho lavorato con 400 cuochi diversi, eravamo il terzo canale al mondo di food”. Uno dei fondatori gli disse che “aveva la faccia da televisione”. “Mi misero davanti alla camera, iniziai con le prime puntate di Ristoranti d’Italia, ho lavorato 24 anni per il Gambero Rosso, ma nel frattempo lavoravo anche da altre parti. Non mollavo”.

Da lì anche il canale YouTube e il boom sui social, dove ha iniziato a pubblicare video con ricette di 90 secondi. Sul mondo della cucina, invece: “Puoi lavorare anche 16 ore al giorno, fare eventi uno dietro l’altro, con mezz’ora di pausa alla volta, sai perfettamente che stai facendo più di quello che dovresti. È un lavoro tostissimo, uno dei miei primi datori di lavoro mi disse: “Li vedi i rossi sul calendario? Per te saranno neri“. Il consiglio è “non sentirti un servo, uno schiavo, ma uno che prova piacere facendo provare piacere agli altri”.

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