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“Ha stretto le mani al collo all’uomo accanto a lui, mi ha morso e ha insultato con toni razzisti l’assistente di volo”: passeggero legato e immobilizzato con il nastro adesivo al sedile dell’aereo

È successo giovedì 3 settembre a bordo di un velivolo dell'American Airlines diretto a Newark: l'uomo, accusato di aggressione di secondo grado e disturbo della quiete pubblica, ha 67 anni ed è originario dell'Arizona

di Redazione FqMagazine
“Ha stretto le mani al collo all’uomo accanto a lui, mi ha morso e ha insultato con toni razzisti l’assistente di volo”: passeggero legato e immobilizzato con il nastro adesivo al sedile dell’aereo

Ha inveito con insulti razzisti e omofobi contro un’assistente di volo, fino ad andare in escandescenza e colpire e spingere altri passeggeri. Per questo motivo, un uomo di 67 anni, originario dell’Arizona, è stato immobilizzato con nastro adesivo e fascette da polso a bordo di un aereo dell’American Airlines diretto a Newark. Il velivolo, partito da Dallas giovedì 3 settembre, è stato dirottato sull’aeroporto di Baltimora. A ricostruire l’episodio, con video e fotografie, è stato TMZ.

Secondo alcuni testimoni citati dal sito americano, l’uomo è apparso visibilmente ubriaco fin dall’inizio del volo AA618, decollato da Dallas Fort Worth in direzione di Newark Liberty. A un certo punto ha iniziato a inveire contro il passeggero seduto al suo fianco, con riferimenti a Gesù e all’inferno. Un’assistente di volo nera si è avvicinata per calmarlo: l’uomo, riferiscono le fonti di TMZ, le ha rivolto un insulto razzista e alcuni commenti omofobi.

Juan Mejia, agente delle forze dell’ordine in pensione e passeggero sul volo, ha raccontato ad ABC News di aver notato il trambusto quando il velivolo era ormai a tre quarti del suo percorso: “Il signore seduto due file dietro di noi ha iniziato a diventare aggressivo, rivolgendo commenti offensivi al personale di American Airlines e agli altri passeggeri, insulti razzisti, un linguaggio volgare, molto offensivo nei confronti delle donne” sedute nella file dietro di lui. Alla CBS News New York, Mejia aveva già descritto la scena come un passaggio improvviso “dalla calma alle urla e al caos. Mi sono voltato e ho visto che quell’individuo stava stringendo le mani attorno al collo del pover’uomo seduto accanto a lui, lato corridoio, aggredendolo”.

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