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“Credo che lì risiedano i pensieri e i sentimenti più intimi delle persone”: il mistero del quaderno blu comprato in un mercatino e dell’amore perduto tra Miguel e Norma

Trovato in un mercatino cileno, un diario degli anni '30 ha innescato una caccia al tesoro. Dalle poesie per la ragazza dagli occhi verdi agli articoli di giornale, la ricostruzione (ancora irrisolta) riportata dal Messaggero

di Redazione FqMagazine
Un mistero ancora senza finale - 4/4

Un mistero ancora senza finale - 4/4

La soluzione, tuttavia, si ferma contro un muro di gomma. Come riporta il Messaggero citando le verifiche della testata cilena BioBioChile, negli archivi digitali dell’arte nazionale non vi è traccia di Miguel Jara Leiva. Nessuna biografia, nessuna data di nascita, nessun catalogo delle mostre citate nell’articolo del 1969. Si tratterebbe, con ogni probabilità, di un artista a vocazione prettamente locale.

L’unica, debolissima traccia successiva risale al 1991: in un bollettino della Biblioteca Pubblica n. 8 di Linares, un “don Miguel Jara Leiva” viene premiato come miglior lettore dell’anno con 62 libri presi in prestito. Se si trattasse della stessa persona, l’innamorato degli anni Quaranta avrebbe mantenuto intatta la sua passione per la cultura mezzo secolo dopo. Ad oggi, però, le coincidenze restano puramente indiziarie. Nessuna perizia calligrafica ha confermato che la mano della lettera del 1954 sia la stessa delle poesie degli anni Trenta, il cognome di Norma resta ignoto e l’identità delle “bambine” è indecifrabile. Ottant’anni dopo le prime annotazioni, la storia del quaderno blu rimane sospesa a metà.

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