“Credo che lì risiedano i pensieri e i sentimenti più intimi delle persone“. Con questa convinzione, Cristóbal Inostroza, collezionista cileno appassionato di vecchie carte, ha acquistato un quaderno dalla copertina blu scuro in un mercatino delle pulci a Peñalolén. Quello che doveva essere un semplice cimelio di carta si è trasformato in un’indagine lunga ottant’anni, riportata in Italia dal Messaggero. Un mistero fatto di disegni, poesie d’amore, una ragazza di nome Norma e una data ricorrente: il 6 marzo.
Sulla copertina del diario, a lettere dorate, campeggia una sola parola: “Poesías”. All’interno, pagine ingiallite riempite a più riprese, con annotazioni temporali precise: “settembre 1939”, “15 febbraio 1941”, fino al “1943”. Non si tratta di un semplice quaderno di dediche scolastiche, ma di un archivio sentimentale. I disegni, che sembrano storyboard di vecchi film, ritraggono uomini in cravatta, donne dai capelli ondulati, coppie in un bosco o al chiaro di luna.
Ma è nei versi che emerge la vera protagonista: una ragazza bionda dal nome Norma. L’autore anonimo descrive la sua voce “incantevole” e i suoi occhi verdi, capaci di “tingere la mia vita e i miei desideri” e di spingerlo “a essere buono e a voler essere migliore”. C’è persino una poesia intitolata “Quando tu, ragazza, chiacchieri”. Di lei, però, non vi è alcun cognome.