Davis ha parlato dell’omicidio in documentari, interviste e nella biografia - 3/4
Le circostanze insolite che circondavano questi interrogatori complicarono la possibilità di utilizzare le sue dichiarazioni contro di lui. In seguito, però, Davis iniziò a parlare pubblicamente dell’omicidio, anche in documentari, interviste e nella sua autobiografia. L’accusa sostenne che queste rivelazioni pubbliche consentivano loro di utilizzare dichiarazioni rilasciate anni prima. Una nuova indagine della polizia di Las Vegas portò infine all’arresto di Davis nel 2023. L’avvocato difensore Michael Sanft chiese alla giuria di respingere proprio le dichiarazioni che l’accusa considerava la prova più schiacciante. Sanft sostenne che Davis avesse esagerato o inventato il racconto del suo coinvolgimento per denaro e notorietà.
Definì le dichiarazioni del suo cliente come spacconate e finzione, ma non confessioni. Pochi istanti dopo il verdetto, il giudice Carli Kierny ha disposto la detenzione di Davis senza possibilità di cauzione in attesa della sentenza, prevista per il 13 ottobre. Davis ha alzato la mano e ha detto: “Mi scusi”, prima di chiedere la restituzione di gioielli, un telefono e altri effetti personali. “E vorrei presentare ricorso”, ha detto Davis al giudice. Kierny gli ha risposto che il ricorso sarebbe stato presentato dopo la sentenza.