La gestione degli hater e il valore delle difficoltà per Anis Jerbi - 5/5
La popolarità sui social network, inevitabilmente, ha attirato anche l’attenzione dei cosiddetti “odiatori” da tastiera. Anche in questo caso, la reazione di Anis è analitica e distaccata. I commenti negativi non lo feriscono personalmente, ma vengono riutilizzati per creare contenuti di sensibilizzazione insieme all’associazione Unimed. L’origine di tanta cattiveria gratuita, secondo lui, è banale: “La noia, il non avere niente da fare. Non ho mai ricevuto un messaggio antipatico da persone impegnate e di successo. Provengono solo dai perdigiorno”.
Guardandosi indietro, il giovane artista riconosce che i momenti più bui dei suoi 23 anni sono coincisi con le fratture ossee che hanno rallentato o bloccato il suo percorso universitario. Eppure, fedele alla sua visione priva di pietismo, conclude l’intervista ribaltando la prospettiva: “Vedo le difficoltà come una delle cose per cui vale la pena vivere. Senza sarebbe una vita piatta, una specie d’inferno”.