Quindici titoli italiani nella Selezione Ufficiale (di cui ben cinque in Concorso), il ritorno in Concorso al Lido di Nanni Moretti (45 anni dopo Sogni d’oro e a 37 da Palombella Rossa alla SIC), le opere fiume su Musk, Oasis e Bertolucci, George Clooney leone d’oro alla carriera. A sommi capi Venezia 83 si riassume in un paio di righe. Così se da Hollywood la Warner ha tolto dalla piazza il titolone attesissimo Digger con Tom Cruise (pare ci siano rimasti malino per come Joker 2 è stato accolto al Lido poco tempo fa), dal lato Italia a Venezia non si sono fatti mancare niente.
Del resto dall’arrivo della “festa” romana veltroniana, che è sempre lì in mezzo da vent’anni tra Venezia e Torino come un ovosodo che non va né su né giù, la presenza in laguna si è gonfiata ipertroficamente con curiosi effetti di sovralimentazione italica. Un riempimento di slot, caselle, schermi, che forse nemmeno a Cannes riuscirebbe con la beneamata cinematografia francese.