La notorietà data da alcuni dei suoi “pazienti” gli ha permesso di “portare avanti le cause di tutti: i cani randagi, quelli dei canili e dei malati di cui nessuno si prendeva cura”. Mauro Cervia è un veterinario molto noto e nel suo ambulatorio milanese passano personaggi famosi con i loro cani: “L’idea della onlus ci è venuta dopo che Giorgio Armani ci chiese di vaccinare contro la leishmaniosi i randagi di Pantelleria, dove abbiamo creato una sala operatoria e abbiamo sterilizzato migliaia di cani”, spiega al Corriere della Sera. E del grande stilista scomparso Cervia racconta: “Ci siamo sempre dati del lei. Quando lo vedevano in sala d’attesa la gente mi diceva: ma è proprio lui? Amava tanto gli animali e quando tornava a casa si rasserenava vedendo il gatto che gli andava incontro…”.
Tanti nomi, da Mario Draghi e Carlo De Benedetti a Donatella Versace ed Elisabetta Canalis (“con lei abbiamo portato avanti tante battaglie”), ma soprattutto un’intervista ricca di suggerimenti dei quali fare tesoro. Lui, che ha cominciato a frequentare la sala operatoria a 12 anni col papà veterinario (“era un medico di altri tempi, rigido con gli animali. Io invece ho scoperto che il segreto è la tenerezza”), concorda per esempio sul fatto che Milano sia la città più dog friendly d’Italia, ma precisa: “(…) A volte si esagera, con l’abbigliamento di lusso e i bagnetti: il cane va lavato ogni venti giorni. Importante è che vengano pulite, dopo ogni passeggiata, le zampe. L’asfalto gelido d’inverno e caldo d’estate, li irrita”.