"Dormire col proprio cane si può ma non dobbiamo mai perdere l'autorità nei suoi confronti" - 2/3
Sul dormire con il proprio cane, invece, è molto aperto e non lo considera un “vezzo”: “Gli animali sono membri della famiglia, e a differenza degli altri danno tutto senza chiedere niente. Non sono però d’accordo sul giustificarli sempre (…). Non dobbiamo mai perdere l’autorità nei loro confronti. In Italia usiamo un brutto termine, padroni. I francesi ne utilizzano uno molto più appropriato, ‘maître du chein‘. Noi siamo i loro maestri. Li dobbiamo educare, insegnando che non si fa la pipì all’angolo degli ingressi dei palazzi o sulle gambe dei tavolini del bar. E quando prenotiamo un taxi dobbiamo avvisare che saliremo a bordo con un cane”.
Poi altri suggerimenti, perché se lui ormai, “dopo 50 anni”, ha una sorta di “sesto senso” per capire quando i cani stanno male, per i proprietari non è sempre così: “La cosa che allarma di più è l’inappetenza. In realtà a volte mangiano troppo: la credenza che brucare l’erba sia detossinante è falsa. A volte mentono sulle abitudini del cane: c’è il male del lunedì, perché nel weekend sono andati fuori, hanno mangiato la terra, fatto il bagno. Il lunedì è il giorno nero”. E non mancano aneddoti sulle preoccupazioni più assurde che ha sentito esprimere: “Una cliente, vedendo il cane dentro alla cuccia con i raggi infrarossi, mi ha detto: ‘non è che cuoce?’. Oppure: ‘il mio cane ha le emorroidi’. Nel cane non esistono: i proprietari trasferiscono sul cane i loro acciacchi”.