Anyier Anei: "Con il mio lavoro ci si sente molto soli, anche se incontro sempre nuove persone" - 2/2
La modella ha anche riflettuto sui privilegi che regala il luogo di nascita: “La differenza che c’è tra un bambino nato in un campo profughi, una persona cresciuta in una zona di guerra o un’altra che vive in un paese senza conflitti è pura fortuna“. Il suo punto di riferimento è la la madre. Ma, in generale “quelle donne comuni che spesso vengono trascurate, non vengono viste o prese in considerazione. Sono quelle donne che si svegliano ogni giorno e fanno quello che devono senza che nessuno le veda. E questo mi ispira sempre perché penso: ‘Io sto vivendo questa vita, ma vengo dal Sud Sudan, e c’è una donna lì, magari una donna in un campo profughi, che si sveglia ogni giorno per nutrire la sua famiglia e fare tutte queste cose in condizioni così difficili”‘.
Da quando ha iniziato a fare la modella, la famiglia le manca: “Non vedo mia madre da ormai due anni e quando è capitato è stato davvero per poco. Ci si sente davvero molto soli, anche se incontri sempre nuove persone e crei nuovi legami. Ma senti che ti manca qualcosa: hai quel desiderio profondo di stare con i tuoi cari”.
Il sogno di Anei, adesso, è diventare una stella del grande schermo: “Mi dedicherò anima e corpo a fare l’attrice e ho dei nuovi progetti in arrivo. In Couture, interpreto una modella, nei prossimi film, invece, ho altri ruoli, quindi sono entusiasta di vedere cosa mi porteranno”.