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Gli inizi in una famiglia poverissima, il duetto con i Måneskin e la pecora con il suo nome: addio a Dolly Parton, la regina del country è morta a 80 anni

Cantante, autrice di oltre 3000 canzoni, attrice, imprenditrice e filantropa: il mondo della musica e della cultura pop perde un'icona e un punto di riferimento che ha ispirato generazioni di artiste. Tra i suoi successi più celebri, “Jolene” e “I Will Always Love You”

di Emanuele Corbo
Dolly Parton oltre la musica - 5/5

Dolly Parton oltre la musica - 5/5

Nota anche per l’impegno filantropico, l’artista ha dato vita alla “Dollywood Foundation”, che si occupa di istruzione, alfabetizzazione infantile e sostegno alle comunità. A piangerla oggi è anche il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, che ha espresso il proprio cordoglio su Truth annunciando che in segno di lutto le bandiere saranno issate a mezz’asta per una settimana. Capelli biondi cotonati, trucco marcato e paillettes in abbondanza, il suo aspetto è stato parte integrante di un personaggio costruito sull’eccesso e sull’autoironia. “Non mi offendono le stupide barzellette sulle bionde, perché so di non essere stupida. E so anche di non essere bionda”, diceva. Persino il suo décolleté è finito nella storia: nel 1996 gli scienziati che clonarono una pecora a partire da una cellula della ghiandola mammaria la chiamarono Dolly proprio in omaggio alle forme generose di Parton. “Sembro proprio la ragazza della porta accanto… se ti capita di vivere accanto a un parco divertimenti”, amava scherzare. We will always love you, Dolly.

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