L'impatto di Dolly Parton sulla cultura pop - 4/5
Se il country è il terreno che musicalmente la rappresenta di più, è innegabile l’influenza che Dolly Parton ha avuto sulla cultura pop. Non a caso sono molte le artiste di musica leggera che negli anni le hanno reso omaggio: da Kylie Minogue che nel 2018 si è concessa una parentesi country con il disco “Golden”, dichiaratamente ispirato ai lavori della collega, a Beyoncé che nel 2024 per l’album “Cowboy Carter” ha reinterpretato “Jolene”, un classico del repertorio di Parton. Nello stesso periodo anche i Måneskin hanno inciso il medesimo brano, cantandolo con la stessa Dolly nel suo disco “Rockstar”. C’è poi Miley Cyrus, di cui Dolly Parton è stata la madrina. Il loro legame, non solo artistico ma soprattutto affettivo, ha avuto inizio quando Miley recitava in “Hannah Montana” e la cantautrice interpretava sua zia. Da quel momento, Cyrus non ha perso occasione per ribadire l’amore per Parton, vero e proprio punto di riferimento per lei, ed esempio di come restare autentici in un’industria complicata come quella musicale. Shania Twain, una delle tante cantautrici country che deve molto all’eredità di Dolly, sui social parla di un “buco nel cuore” ora che la sua “mentore” se n’è andata; Taylor Swift in una dichiarazione rilasciata a “Billboard” la ringrazia per “le melodie e i testi che ha scritto, capaci di sciogliere anche i cuori più gelidi”, e aggiunge: “Un mondo senza Dolly non sembra possibile, reale o giusto, ma grazie al modo infinitamente generoso in cui ha trascorso il suo tempo su questa terra e alle innumerevoli vite che ha cambiato in meglio, la sua eredità sarà eterna”.