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“Ero una liceale che ogni tanto già lavorava. A 16 anni sparivo a Firenze, Milano, Parigi. Poi tornavo a scuola. I professori storcevano il naso, però mi facevano rientrare”: così Monica Bellucci

L'attrice protagonista del film "Ketticè” di Giovanni Tortorici, presentato al recente Locarno Film Festival

di Redazione FqMagazine
“Ero una liceale che ogni tanto già lavorava. A 16 anni sparivo a Firenze, Milano, Parigi. Poi tornavo a scuola. I professori storcevano il naso, però mi facevano rientrare”: così Monica Bellucci

Arriva nelle sale italiane dal 3 settembre il film “Ketticè” di Giovanni Tortorici, presentato al recente Locarno Film Festival. Nel cast anche Monica Bellucci che proprio durante la rassegna cinematografica ha ricevuto il Pardo come Miglior Attrice.

La pellicola è ambientata nella Palermo del 2012, dove vive Giulio che ha sedici anni e si divide tra scuola, motorini, i primi amori, Facebook e le serate con gli amici. Con i genitori la comunicazione è quasi inesistente: sembra che parlino due lingue completamente diverse.

Tutto cambia quando incontra Ketty, una ragazza imprevedibile che vive senza condizionamenti. Insieme a lei, Giulio si ritrova a vivere un intero anno scolastico intenso e fuori dal tempo. Intorno a loro, il mondo degli adulti continua a parlare, ma sembra aver perso del tutto la capacità di ascoltare davvero.

Nel ruolo della madre di Giulio c’è Monica Bellucci che a La Repubblica ha ricordato il suo passato: “Ero una liceale che ogni tanto già lavorava. A sedici anni sparivo per quindici giorni: Firenze, Milano, Parigi. Poi tornavo a scuola. I professori storcevano il naso, però mi facevano rientrare. Mi piaceva quel contrasto tra l’andare via dalla provincia per vivere qualcosa di completamente diverso e il tornare indietro. Non ero ancora pronta ad andarmene”.

L’attrice è fidanzata con il regista Tim Burton: “Nell’amicizia come in amore ci sono strade che si incontrano e restano unite per tantissimo tempo, magari per sempre. Altre fanno un tratto insieme e poi ciascuno riprende il proprio cammino. È la vita. L’importante è uscire arricchiti dal tempo trascorso insieme, perché attraverso le relazioni impariamo sempre qualcosa su noi stessi e sugli altri”.

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