Venezia, il grande laboratorio di Fabrizio Plessi - 3/4
Il rapporto con Venezia era diventato nel tempo qualcosa di più di un legame artistico. La città era entrata direttamente nella sua grammatica visiva. Nel 2020, durante la pandemia, Plessi aveva realizzato L’Età dell’Oro, un’installazione digitale sulle finestre del Museo Correr. Poco dopo aveva creato per piazza San Marco un albero di Natale digitale alto dieci metri, formato da 80 monitor LED.
Era una città vuota, segnata dalla paura e dal lockdown. Quelle immagini luminose assumevano così un significato che andava oltre l’arte. Plessi aveva spiegato di essere stato segnato dalla tragedia delle morti per coronavirus e di non poter “fare finta di nulla” come artista.
Il sindaco di Venezia Simone Venturini lo ha ricordato come “un uomo vulcanico” e come “l’artista veneziano vivente più importante”, e ha promesso di fare il possibile perché alla sua figura venga riconosciuto il posto che merita nella storia culturale della città.