Valerio Venti: "Sono troppo legato ai miei luoghi di origine" - 3/3
A pochi anni dall’apertura arriva il riconoscimento dei Due Coni del Gambero Rosso. Un risultato importante per Micamà, soprattutto perché ottenuto dopo il ritorno di Venti nella città in cui è cresciuto: “La soddisfazione più grande è sapere che qualcuno si è accorto di noi grazie al lavoro, alla ricerca e alla tenacia”. Il riconoscimento arriva anche dopo una fase di inevitabile confronto con il passato. A Helsinki Venti aveva costruito una reputazione professionale; tornare ad Avezzano significava invece ripartire davanti a persone che conoscevano la sua storia e che potevano giudicare direttamente il nuovo progetto: “Avevo il timore di non essere apprezzato come in Finlandia. Qui sentivo una pressione diversa, perché questa è la mia città”.
Oggi Micamà rappresenta il risultato di quel cambio di direzione. Nel laboratorio convivono il metodo acquisito durante gli anni in Finlandia, l’attenzione alla materia prima e una ricerca sempre più legata all’Abruzzo.
La storia di Venti può voler dire quindi utilizzare ciò che si è imparato altrove per provare a dare una nuova forma al luogo da cui si è partiti. E sulla decisione di lasciare Helsinki e ricominciare ad Avezzano, Venti non sembra avere rimpianti: “Non ho mai avuto dubbi. Sono troppo legato a questi luoghi”.
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