L'algoritmo di Google e il successo dei primi test - 3/4
È in questo contesto di urgenza ecologica che entra in gioco l’operazione di Google. In stretta collaborazione con il governo di Londra, l’Università di Cambridge e numerosi attori dell’industria aerospaziale, l’azienda californiana ha sviluppato un sistema per disinnescare questa “bomba a orologeria” climatica.
La soluzione per evitare la formazione delle scie è teoricamente semplice: basterebbe far volare gli aerei a un’altitudine leggermente diversa, senza nemmeno modificare la rotta. Il problema, finora, era sapere quando e dove deviare. Incrociando enormi moli di rilevazioni meteorologiche, immagini satellitari e dati di volo, l’intelligenza artificiale di Google è in grado di creare modelli predittivi con un’esattezza senza precedenti. Questo permette a piloti e controllori del traffico aereo di attuare modifiche mirate all’altitudine di crociera, “schivando” letteralmente le sacche di umidità sensibili alla formazione delle scie, il tutto restando nei rigidi parametri della sicurezza del volo.
I risultati della prima fase di test sono stati clamorosi. Su 70 voli di prova operati dalla compagnia American Airlines in un arco di sei mesi, l’utilizzo delle mappe predittive basate sull’IA ha permesso di abbattere la formazione delle scie di condensazione del 54%. Un trionfo ottenuto con un compromesso minimo: variare l’altitudine ha comportato un aumento del consumo di carburante pari ad appena il 2%.