La scienza dietro alle scie: una minaccia climatica invisibile - 2/4
La realtà, però, nasconde un problema ambientale serissimo che l’opinione pubblica ha a lungo ignorato, spesso distratta da paragoni inesatti (nel 2023 suscitò clamore il dato secondo cui una singola nave da crociera produce ogni giorno lo stesso particolato di un milione di auto). Se è vero che il settore dell’aviazione civile produce direttamente tra il 2% e il 3% delle emissioni globali di anidride carbonica (circa 285 grammi per passeggero-chilometro), il suo vero impatto sul riscaldamento globale sale fino al 4-5%. Il colpevole principale di questo divario sono proprio le scie di condensazione. Quando i gas di scarico incandescenti dei jet incontrano l’aria gelida e umida dell’alta quota, il vapore acqueo e il particolato formano delle vere e proprie nuvole artificiali. Se di giorno queste formazioni possono riflettere parte della luce solare, la notte si comportano come una gigantesca e spessa coperta termica, intrappolando il calore terrestre. Secondo un recente e allarmante rapporto dell’IPCC, queste “strisce bianche” contribuiscono in realtà per il 35,3% all’impatto climatico totale dell’aviazione civile, finendo di fatto per raddoppiare l’effetto riscaldante del volo stesso.