È morto a 80 anni a Rante, in Galizia, l’uomo che per oltre dodici anni aveva trovato la sua vera famiglia in un branco di lupi. Marcos Rodríguez Pantoja, uno dei più celebri casi documentati di “bambino selvaggio” in Spagna, si è spento portando con sé il ricordo di una vita divisa a metà: da una parte la società umana, che gli ha riservato incomprensioni e abusi, dall’altra le montagne della Sierra Morena, il luogo che, nonostante l’isolamento, ha continuato a considerare fino all’ultimo giorno come il teatro della sua felicità.
Nato nel 1946 ad Añora, nella provincia di Cordova, visse un’infanzia segnata dalla miseria estrema, dai maltrattamenti e dalla morte della madre. La sua sorte venne decisa quando era ancora un bambino: il padre lo consegnò (secondo alcune ricostruzioni, lo vendette) a un vecchio capraio che viveva isolato nella Sierra Morena.
Fu quell’uomo a fornirgli i primi rudimenti della sopravvivenza: gli insegnò ad accendere il fuoco e a sfruttare ciò che i boschi offrivano. Quando il pastore morì, Marcos si ritrovò completamente solo, isolato in una natura selvaggia, senza alcun adulto a proteggerlo o a nutrirlo. Fu in quel momento di abbandono totale che la sua biografia incrociò quella di un branco di lupi.