Bebo Storti: "Ci stanno facendo tornare indietro di tre secoli" - 3/3
Di fronte all’emergenza climatica, Storti rifiuta l’aria condizionata in casa propria (“Mi dà fastidio. E per di più inquina”) e trova rifugio temporaneo nei supermercati, ma “non più di venti minuti”. Una pratica che, al di là della provocazione personale, descrive una reale dinamica di povertà che accomuna molti cittadini. “Che siccome non hanno i soldi per avere l’aria condizionata a casa sono riconosciuti come criminali”, riflette l’attore. “Poveri, precari, sottopagati: i veri nemici del popolo. Costretti a vivere nei supermercati perché le vacanze non se le possono permettere”.
Un impoverimento diffuso che, secondo Storti, sta facendo compiere al Paese un grave balzo all’indietro: “Ci stanno facendo tornare indietro di tre secoli. L’Italia è tornata un paese in cui ci si attrezza per sopravvivere. Qui a Bergamo ogni sera spaccano una vetrina e portano via qualcosa. Qualunque cosa. Sono tornati i ladri acrobati. Sono cose dell’800”. Una riflessione storico-sociale che sarà alla base del suo prossimo spettacolo con Paolo Rossi, dal titolo provvisorio “L’opera del delinquente”. Fino ad allora, per fuggire dalle temperature e dalla frustrazione, la soluzione resta la corsia dei surgelati: “Mi viene in mente Salvini o qualche suo collega ministro e devo correre ad abbassare la temperatura”.