Riccardo Braglia: "Ho deciso di impostare la mia vita da malato ospedaliero come giornate di lavoro in azienda" - 4/5
Sottoposto a una “chemioterapia molto distruttiva” che lo ha costretto a sette mesi di rigido isolamento, l’imprenditore ha deciso di arginare il crollo psicologico applicando la disciplina manageriale alla degenza. “Ho deciso di impostare la mia vita da malato ospedaliero come giornate di lavoro in azienda“, spiega dettagliando il suo metodo. “Mi sono costruito un’agenda quotidiana molto precisa: preghiere al mattino, colazione, meditazione, chemioterapia, ginnastica, lettura di un libro, pranzo, un corso online. Tutto aveva un orario. Ai miei familiari dicevo: ‘Non chiamatemi prima delle 18 perché sono impegnato’. È stato estremamente importante, perché così, per la maggior parte del tempo, non mi sono lasciato andare”.
A questo rigoroso planning ha affiancato la scrittura di un diario, redatto rigorosamente a mano e in seguito pubblicato nel libro Il cammino nel deserto. “È stata una terapia fondamentale. Scrivere mi permetteva di dare un ordine alle giornate, alle paure, ai pensieri”.