Angela Signorini: "Mi ha chiesto di sposarlo, ma l'ha fatto senza avvertirmi e mi sono offesa" - 2/2
A lei, Guccini ha dedicato “Quattro stracci”, “Farewell” e “Signora Bovary”. Ma dopo la rottura, lei non ha continuato ad ascoltare le canzoni: “Quando lo facevo mi rinnamoravo. L’ho detto anche a Francesco: era la vita quotidiana ad essere pesante, con lui. Ci sono amori smelensi, dove le mogli sono sempre lì a bocca aperta. Io invece sono combattiva”, ha spiegato Signorini. Che poi, ha anche ricordato che l’artista in quegli anni usciva tutte le notti, beveva, “a volte era antipatico e io la mattina mi dovevo alzare”.
Del matrimonio non le “importava niente, però l’avrei fatto. Una volta me l’ha chiesto, ma l’ha fatto in una maniera che non ho accettato, senza avvertirmi, e io mi sono offesa: è venuto a casa nostra con un nostro amico, un frate domenicano. E lui all’epoca era solo separato, non divorziato”.
Con la casa di via Paolo Fabbri, Signorini ha avuto sentimenti contrastanti: “Una volta parlando con un’amica ho detto che io a quella casa darei fuoco, così non è di nessuno”. Per lei, comunque, oggi, dovrebbe diventare un museo: “Da separata avrei potuto rimanerci, ma ho pensato che non volevo vivere in un museo”. È rimasta a vivere a Bologna per la figlia Teresa e “tante volte mi sono detta: chissà perché mi sono separata. Ma non ne potevo proprio più, ero stanca di quella situazione con sempre altre donne di mezzo. Ho pensato che era meglio tenerlo a distanza”.
Sui video dei ragazzi che hanno cantato le canzoni di Guccini per strada dopo la sua morte, invece: “È stato impressionante, da brividi. Ma è sempre stato così, Francesco lo ascoltavano tutti“.